Distillato

Le ikonovelle qui pubblicate sono state raccolte in un libro, “Distillato”, realizzato in unica copia d’arte.

“Distillato” ha una prefazione e si chiude con una pagina di ringraziamenti.

Prefazione

Il distillato è un supersucco superalcoolico delle vinacce, lo scarto della lavorazione del vino. In pratica è come dire che dalla schifezza nasce la vera realtà dell’annata viticola.
A volte capita anche nell’uomo che dai dolori, dalle sofferenze, dalle sconfitte, per liberarsi, voglia fare un super succo tossico, ed espellerlo.
Rileggerlo poi è consolatorio: non si fanno più gli stessi errori.

Ho usato immagini e parole perchè le une e le altre da sole non bastavano per essere alcooliche, ovvero tossiche. Ci voleva qualcosa che amplificasse, che facesse bollire da sotto quella merda calda delle vinacce.

Ringraziamenti

Ammesso che queste ikonovelle siano piaciute, ovvero abbiano offerto occasione di riflessione o un qualche piacere estetico a qualcuno, ciò è dovuto all’autore, in primis, e a un ristretto numero di persone, che con il loro stupore hanno fatto nascere in me il dubbio che forse qualcosa di buono in questa cosa pure c’era.
Leonardo Recalcati di Adpositive e sua moglie Valeria mi hanno scoperto, spinto e sollecitato e anche aiutato materialmente: la veste grafica curata da Leo dà a tutto ciò una forza e un’impulso moderno che serviva al mio concetto dell’ikonovella. Lo ringrazio anche  di aver sopportato  I miei lunghi e appassionati sproloqui. Senza di lui tutto ciò non esisterebbe (e quindi, se non vi piace, prendetevela anche con lui).
Mia moglie e I miei bambini, che con affettuose alzate di sopracciglio mi hanno sempre compreso e appoggiato nella lunga stagione deludente della mia vita.
I miei genitori e mio fratello, per avermi sopportato e incoraggiato, qualunque cosa stessi combinando.
Infine ringrazio tutti quelli che hanno lavorato, anche con grande impegno, per mettermi I bastoni fra le ruote, in tutti I miei intendimenti del passato. So di essere stato un osso duro, perseverante ai limiti della pervicacia, ma alla fine li ho fatti felici scendendo dal carro per andarmene per fatti miei. Senza costoro, finalmente, non potrei sorridere, come faccio, mentre vado per la mia strada.

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