farfalle

L’appuntamento era per le 14,30 ma avevamo deciso di incontrarci un quarto d’ora prima, davanti all’ingresso della banca, per prendere gli ultimi accordi, raccontarsi le solite novità e farsi coraggio.
Ernesto come al solito era in ritardo, di poco, e come sempre in simili occasioni aveva l’espressione improntata ad un’enorme sofferenza, come di chi ha appena saputo di avere un cancro o dovesse affrontare l’inquisizione. E come al solito bramava la mia energia, il mio sorriso sforzato e insicuro, la mia voglia di leggerezza. La nausea mi agganciò come sempre a leggergli negli occhi acquosi la brama della vita che non riusciva ad avere.
Come al solito reagì facendo lo spaccone, certamente immaginando nella sua mente di essere l’ultimo eroe della battaglia di chesny kreek, contro un mucchio di urlanti indiani. E come al solito faceva finta di dimenticare che comunque l’ultimo eroe è sempre morto e oltre allo scalpo gli portano via anche le chiappe, e comunque sempre, proprio perchè ultimo, nessuno ne saprà mai niente.
La nausea mi diede un leggero mal di stomaco.
decisi di calmarmi e di salire comunque, come sempre, questo calvario.
Suonammo al citofono e di lì a pochi istanti eravamo fatti accomodare in una scarna stanza con tre sedie e un tavolo dall’aria disabitata.
Arrivò il Dott. Ciavolo che attaccò con i soliti convenevoli (che caldo oggi, ma l’anno scorso è stato peggio, ma così non può continuare) cosa che permetteva a Ernesto di calare casualmente recenti incontri con illustri personaggi qualificati come suoi fraterni amici. Poi il “come và” che va a introdurre l’argomento spinoso:
<< La vostra situazione sta peggiorando, la centrale dei rischi è sempre peggio da alcuni mesi a questa parte ed inoltre non lavorate abbastanza con noi….. la mia direzione mi ha chiesto di proporvi gli strumenti per una riduzione di fido del 50%>>
Ernesto mi guarda come a chiedere “Quali strumenti”, io resto una sfinge, so benissimo che gli “strumenti” sono un’eufemismo, che vogliono soldi, sempre e solo soldi.
Ma Ernesto, l’eroe dei tre mondi, dice sempre si, tutto quello che volete, ma certo, senz’altro, noi eroi facciamo tutto e il contrario di tutto, faremo un miracolo, anzi due, e se ci date tempo anche tre, così sarete tutti amici nostri, perchè è quello che vogliamo, e che voglio, tutti bravi amici che si bevono tutte le panzane dell’eroe dei tre mondi, perchè il buon Dio ne sta facendo uno solo per me e per i miei amici, lo voglio chiamare Paradiso, e non è captazio benevolentia (l’ho imparato da un mio fraterno amico avvocato, il migliore della piazza) …..
Cominciava a bruciarmi la sedia, non sapevo più se avrei controllato le gambe che volevano scappare, oppure la bocca che tratteneva a stento un urlo.
Basta così, per favore.

per-luce.jpg
La nausea mi fece ronzare le orecchie. Volai via in mille pezzetti colorati:
Grazie a te Signore io sono altro, sono altro, sono altro.

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