gocce

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Alle 8,15 di ogni giorno, in fila con gli altri, timbro il mio cartellino, che serve a qualcuno per sapere che anche oggi sono al lavoro.
Poi, in fila, prendo l’ascensore, e parlo con gli altri delle ultime novità della Ragnatela:
il tizio và in quell’ufficio mentre il caio va in direzione, la sempronia è incinta etc etc.
Un grande stanzone refrigerato che geme, urla, chiacchera, parlotta e dove si espongono tutte le bassezze umane: invidia, fornicazione, gola, accidia, e quant’altro.
Apro la posta elettronica e ci trovo la solita ventina di messaggi, da annullare subito, chè altrimenti ci passi la giornata con I bla bla degli altri.
Oggi però il direttore scrive a me.
Mi scrive per farmi sapere che hanno analizzato le statistiche della produzione dell’ufficio e che sono in cima alla lista dei più efficienti e anche dei più efficaci nel risolvere le problematiche della Ragnatela. Dal momento che questa situazione permane ormai da parecchie settimane, ci si chiede se io abbia un Metodo, così da poterlo esportare ad altre funzioni.
Io un metodo ce l’ho, ma mica glielo vado a raccontare.
Il mio metodo consiste nel lavorare circa due ore al giorno.
Io conosco la Ragnatela.
Siamo tutti come gocce d’acqua su di essa, a intervalli regolari e, a differenza di quello che pensano in molti, non ci sono gocce più grosse o più piccole, perchè altrimenti cascherebbero.
La ragnatela, non ha scopo, essa sta.
Per stare deve sorreggersi con la forza dei suoi punti terminali e ciò viene fatto con I soldi. Finchè scorrono soldi tra I fili, questi possono raggiungere le estremità e da lì saldare istante per istante gli ancoraggi.
Stante la premessa, tutto ciò che devo fare è far scorrere velocemente I soldi dal mio punto al successivo.
Quando mi arriva una pratica mi concentro con tutto me stesso: cosa vuol dire questa cosa per la Ragnatela, dove sono I soldi, come posso scorrerli ? Mi rendo subito conto dov’è il bandolo della matassa (invidia, accidia, gola, fornicazione etc.) e da lì amplifico il succo, poi lo focalizzo, aumento il suo valore, e lo faccio scorrere più in là.
Per farlo ci vogliono due ore al giorno. Per il resto navigo su internet, scrivo, fantastico, disegno, ma raramente parlo con qualcuno, perchè direbbero che non sono produttivo.
Adesso la Ragnatela si lamenta perchè io sto diventando troppo piccolo, sottile, e minaccio la stabilità. Mi devo ingrossare di nuovo.
Devo fare come gli altri. Devo pretendere soldi, esercitare il potere, oppure fornicare.
Proverò a fare la corte a Simona, l’ardente segretaria del capo, sperando che questo basti.

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