Tel-evasione

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Improvvisamente il suo televisore cominciò a fare le bizze. Una nevicata abbondante sembrò inondare lo studio televisivo in cui una triade di ragazze non ragazze stava cercando di ammaliare il mondo parlando di inutili questioni personali.
Ernesto, che si era appena ben sistemato con la sua birra, s’imbufalì.
<<Dannato vecchio arnese, proprio adesso doveva guastarsi>>
Si alzò e gli diede un paio di pacche ben assestate sul lato destro, poi sul sinistro, ma l’immagine non cambiò.
<< Ma porca miseria ….. e non si vede proprio niente !>>
Bevve un paio di sorsi di birra e si chiese, ora, cosa potesse fare. Non poteva andare a dormire adesso, era troppo presto, avrebbe passato la metà della notte a rimuginare e a incazzarsi ancora di più. Pensò di telefonare ad un amico, ma non ne aveva voglia. Pensò di uscire e andare al Pub, ma faceva troppo freddo e non aveva voglia di vestirsi.
<< ma ci sarà pure un dannato televisore in questo schifo di palazzo ….. !>>
E gli venne l’illuminazione.
Proprio nell’appartamento accanto c’era una ragazza, forse studentessa. L’aveva incontrata un paio di volgte negli ultimi tre mesi. Ma conciato in quel modo non poteva proprio presentarsi. Si mise I pantaloni e si ravviò I capelli con le mani.
Prese le chiavi di casa e in un batter d’occhio stava suonando al campanello della sua porta.
Lucia gli aprì ed Ernesto gli spiegò brevemente cos’era successo e se poteva vedere quel programma da lei, se magari anche lei stesse vedendo la stessa cosa, ovviamente.
Lucia lo guardò a lungo, direttamente negli occhi, con un’espressione mista tra l’incuriosito e lo stupito, sondando le vere intenzioni di uno sconosciuto che si vuole intrufolare di notte nell’appartamente di una ragazza, ma non scorgendo nient’altro che un poveraccio che voleva vedere la tv,  un barlume di pena le addolcì lo sguardo chiaro.
<< Bè, se proprio vuole, però metta basso il volume che stavo studiando>>
Ernesto si sentì sollevato.
<< Ma certo, senz’altro, non le darò nessun fastidio, ……anzi, prendo le cuffie da casa mia, così non sentirà nulla>>
Dopo un minuto era seduto a si godeva il suo programma.
Le due ragazze non ragazze erano ancora lì e scoprì con sollievo che non si era perso assolutamente niente del discorso, stavano ripetendo quanto già detto qualche minuto prima. Una aveva accavallato la coscia destra e l’altra si era sistemata sullo sgabello in una posa più intrigante, ma per il resto tutto confortevolmente uguale.
Lucia si concentrò nello studio.
Ogni tanto lo guardava pensando che non sapeva neanche come si chiamasse quell’uomo che stava guardando delle donne in tv a casa sua.
Si accorse che se possibile lei era meno vestita delle ragazze non ragazze, ma lui non l’aveva degnata di uno sguardo. Era solo la proprietaria di una tv che funzionava.

L’indomani mattina, prima di andare al lavoro, bussò ad Ernesto con in mano il suo televisore e glielo regalò, dicendo che a lui era più utile e che peraltro poteva pure risparmiare sul canone.
Ernesto rimase di stucco e riuscì stentatamente a ringraziare.
Lucia stava già andando via quando si voltò dicendogli:
<< A proposito, io mi chiamo Lucia>>
E se ne andò.

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One Response to Tel-evasione

  1. funky says:

    mi piacerebbe usare la foto dell’articolo tele evasione

    there is a new group against the television,
    read the group description

    http://www.flickr.com/groups/967863@N23/

    and decide if you want to partecipate !!

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