Frank Tipler, “La Fisica della Resurrezione”

Un paio d’anni fa, mentre stavo facendo ricerche per il mio romanzo “Nato tre volte”, scovai in libreria il volume di Horgan “La fine della scienza”, edito da Adelphi. Lo lessi d’un fiato.
Horgan è un giornalista specializzato in temi scientifici. Il suo libro fa un giro d’orizzonte su tutti I campi delle scienze (tradizionali e non) per dimostrare che siamo alla fine di questa attività umana, per diversi motivi: la scienza si avvita su sè stessa interrogandosi, oppure confessa di essere arrivata ad un punto in cui nulla può essere detto senza sconfessarsi, oppure ancora si è degradata a mero lavoro di recupero di denaro, oppure, infine, è diventata filosofia-teologia.
Lo stesso Horgan ammette che di fine della scienza si parla inviariabilmente da qualche secolo, previsioni rese sempre ridicole dalla successiva realtà dei fatti.
Di recente mi è capitato di voler rileggerne alcune pagine, scovandovi un riferimento a due autori, un fisico e un paleontologo sacerdote. Del primo, Frank Tipler, Horgan parla diffusamente a proposito del suo “la fisica dell’immortalità”.
Forse per me era giunto il momento di qualche lettura “fou”, oppure il caso mi fece, chissà perchè, sottovalutare le ironie di cui era condita la prosa di Horgan, fatto sta che mi misi a caccia del libro.
Tipler è un professore universitario di Fisica che cominciò ad essere ossessionato da un’idea brillante: se la fisica ha compiuto passi così enormi da poter serenamente dissertare sui primi istanti della creazione dell’universo (Big Bang), perchè non usare la stessa matematica e la stessa fisica per dire qualcosa del suo futuro?

Il suo volume è stato tradotto in italiano e pubblicato da Mondadori, ma, uscito fuori collana, è scomparso. Via web sono riuscito a capire che qualche biblioteca di provincia lombarda ne ha una copia, ma per il resto è come se fosse stato bruciato. Non esiste. Non mi restava che sperare di leggerlo in inglese dall’edizione distribuita da amazon. Prima di acquistarlo navigai un po’ per vedere che se ne diceva in giro. Trovai molto poco, ma tutti I commenti insistevano sul fatto che Tipler non aveva violentato la fisica, e non aveva neppure sbagliato I suoi conti: la sua matematica reggeva, con una serie di improbabili condizioni, ma reggeva. Quindi nessuno gli dava dell’incompetente o del pazzo (insegna ancora), piuttosto sembrava che le sue idee fossero talmente folli da generare sconcerto.
La curiosità diventò fortissima e mi decisi a comprare il volume. Arrivò a casa mia dalla costa pacifica degli states, in quindici giorni, e cominciò la lettura.
Il mio inglese è arrugginito, molto, ma la prosa di Tipler è pressocchè banale, per cui non ebbi grosse difficoltà.

Il primo capitolo comincia con questa frase:
“Questo libro descrive la teoria del Punto Omega, che è una teoria fisica testabile per un Dio onnipresente, onniscente e onnipotente, che resusciterà, in un giorno del lontano futuro, ognuno di noi per vivere per sempre in una dimora che è, in ciascuna sua caratteristica essenziale, analoga al Paradiso Judeo-Cristiano.” E continua con:
“In questo libro non farò mai riferimento alla Rivelazione. Farò invece riferimento ai solidi argomenti della scienza fisica moderna; l’unico riferimento sarà fatto alla ragione del lettore.”

La cosa ancora più incredibile del primo capitolo è che, appena qualche rigo sotto, Tipler afferma:
“La teoria della resurrezione che affronterò ci richiede l’accettazione del fatto che noi essere umani siamo oggetti puramente fisici, una complessa macchina biochimica esaustivamente e completamente descritta dalle conosciute leggi della fisica. Non ci sono misteriose forze vitali. Più in generale, essa richiede di riferirci alle “persone” quali particolari (molto complicati) tipi di programma da computer: l’anima umana non è null’altro che uno specifico programma che gira in un computer chiamato cervello.”

La cosa in definitiva straordinaria è che, considerati gli assunti e le premesse, lui arriva a dimostrare tutto ciò sulla base delle moderne leggi fisiche. E ancora più stimolante è il fatto che molti dei caratteri che albergano all’interno delle dimostrazioni e del testo sono null’altro che una “matematicizzazione” di anime, angeli, spiriti santi e così via.
Lo so, detta così sembra una cosa pazzesca, ma è proprio quello che succede nel libro.

Dopo la prima cinquantina di pagine ecco che alzo gli occhi e finalmente esclamo: Ok Frank, o sei un pazzo o sei un genio.
Ogni singolo passaggio logico matematico abbisogna di una lunga riflessione, cosa che certamente avrà fatto Tipler, a lungo, molto a lungo.

Da dove si comincia?
1. se il sole comincia a morire anche la terra lo farà;
2. lo stesso valga per l’universo: big bang e poi big crunch in un universo sempre più caldo, tanto da rendere impossibile la vita.
3. quindi l’umanità è condannata, ma siamo sicuri che sia così anche per la vita?

Ma prima di tutto cos’è la vita?

Tipler deve definire la vita in termini fisici, quindi passa a definire Vita tutto ciò che può immagazzinare informazioni e salvarle dalla selezione naturale.
Una cellula è viva, l’uomo è vivo, ma sono vivi anche I computer attuali (forse anche il monitor che stai guardando) e le vetture.

Per me è grandioso: migliaia di anni a dire che l’uomo è superiore, è al centro dell’universo, e l’uomo è intelligente etc etc.
Lui invece dimostra che l’uomo è solo un computer molto complicato ma “finito” ossia capace al massimo di 100000 terabit di operazioni al secondo, dicendo anche che fra una cinquantina d’anni, al massimo, costruiremo computer molto più capaci e veloci di un cervello. Il super uomo di Nietsche non è un uomo ma un computer. E fin qui Hollywood impera. Se è così allora possiamo costruire dei supercomputer, miniaturizzati, da spedire in giro a conquistare l’universo. Ma saremmo Noi a conquistarlo? Che importa, l’importante è che sia la Vita. A quel punto saranno I computer a decidere se replicare l’uomo in una nuova terra (o migliaia di queste) oppure lasciar perdere quest’essere inferiore al suo destino. Chiaro che tutto ciò passa per la possibilità d’immagazzinare tutti I ricordi d’un uomo, etc etc.

4. visto che l’universo è destinato a riunificarsi in un grande evento distruttore allora la vita è condannata a meno che:
a. il processo delle informazioni continui indefinitamente lungo almeno una world-line fino al punto C, di fine del tempo.
b. Che la capacità d’infomazione si approssimi ad infinito all’approssimarsi del punto C.

E questo può accadere solo se tutto il passato di tutto l’universo, tutti raggi di luce, I pensieri, le emozioni, gli accadimenti continuano ad essere ricordati ed elaborati da uno o più sistemi vitali che sono infinitamente in contatto tra loro. In pratica un’intelligenza che possieda l’intero universo prima che questo cominci a collassare e cominci ad elaborare infinitamente il tutto come un unico processo. In tal modo è come se l’universo intero perda il suo connotato di reale, per diventare pensiero (il corsivo è mio). Ha tempo per far questo, tutto il tempo tra la massima espansione dell’universo e il punto C di fine del tempo. Anzi Tipler dimostra che la modalità di elaborazione infinita avviene proprio nell’istante fine del tempo.

In queste condizioni, il Punto C predetto non è la scomparsa della vita, non è più solo l’estinguersi del tempo, ma al contrario è l’Omega Point, ovvero Dio onnipresente, onniscente e onnipotente (su quest’ultimo aspetto, addirittura, Tipler pone dei limiti logici all’onnipotenza di Dio, il che è abbastanza fantasioso ma appunto Logico), che ci resusciterà tutti attraverso una perfetta emulazione (che equivale a vera esistenza).
Tipler prosegue indicando che se ciò è vero, allora esistono delle previsioni testabili della teoria, tra cui anche alcune qualità delle particelle che potrebbero essere scoperte con gli acceleratori.

Come può succedere tutto ciò?
Succederà perchè una cosa è la simulazione e altra è l’Emulazione. Emulare significa rendere vivo, esistente. Se io riesco ad emulare una persona, allora essa esisterà di per sè. L’Omega Point simulerà istantaneamente tutto l’universo nella sua storia, anzi di più, siccome conterrà al suo interno tutte le funzioni d’onda quantiche possibili, esso sarà in grado di emulare qualunque condizione desiderata da essere vivente. Insomma, il paradiso.

Fin qui sembrerebbe un fatto quasi meccanicistico: sembrerebbe cioè che siamo destinati a questo futuro.
Purtroppo (o per fortuna) non è così.
Seguendo Tipler c’è un salto tra il punto 4 precedente e la parte successiva, che diventa più misteriosa in quanto tratta della famosa Funzione d’Onda della meccanica quantistica (Psi).
Quella delle funzioni d’onda, così come anche da me romanzata in “Nato Tre Volte”, è una delle grandi questioni ancora incomprese persino dagli scienziati, e non lo dico per presupponenza, sono loro stessi a dire che la vera essenza e rappresentatività delle funzioni d’onda è al di là della loro comprensione.
Insomma, per farla breve, a livello atomico le particelle e l’energia sono descritte da funzioni d’onda probabilistiche, all’interno delle quali spazio e tempo non sono ricompresi, ovvero la funzione “Psi” prescinde dallo spazio e dal tempo. Da ciò deriva il fenomeno dell’entanglement, contestato dai tempi di Einstein fino ad oggi. Semplicemente non si comprende ancora bene che vuol dire.
Dalla funzione d’onda deriva anche la cosa più stana con cui la fisica ha mai avuto a che fare, e cioè la ben strana situazione che se un essere vivente non misura, il sistema cui si fa riferimento fa quello che vuole e nulla si può dire del suo effettivo stato deterministico, fino a quando non si compie una misurazione (per esempio velocità di una particella). La conseguenza diretta di questa teoria è che esistono (forse) Molti Mondi paralleli. Tipler dice di aver fatto una ricerca tra I suoi colleghi, scoprendo che la maggior parte di loro opta per la versione Molti Mondi della meccanica quantistica.
Dice anche che ciò che lo ha convinto dell’esistenza di Molti Mondi è che per la verità trova che questo meccanismo funzioni egregiamente in molti aspetti della nostra vita pratica. Ma Tipler si innamora di questa teoria per il semplice fatto che, attraverso essa, è possibile dimostrare che:

  • Esiste il libero arbitrio;
  • Esiste lo Spirito Santo (che lui chiama Universal Wave Function), che è una funzione d’onda presente ovunque e che colloquia costantemente col livello atomico dell’universo;
  • Che la Universal Wave Function (o Spirito Santo) sia una funzione quantica che, mantenendo il libero arbitrio degli esseri viventi, interagisca a livello atomico “sospingendo” l’universo verso l’Omega Point.

Straordinario! E per di più Matematico!
Come abbiamo detto all’inizio, Tipler rifiuta di agganciare la sua ipotesi a forze spirituali (o psichiche), ma finisce con l’introdurle Attraverso la funzione Psi della meccanica quantistica. Attenzione, questa è fenomenale: in pratica si vuol far pensare, per esempio, che il cosiddetto aldilà è in effetti dovuto al galleggiamento di ulteriori funzioni quantiche che agiscono sulla materia.

Alla fine Tipler, da scienziato, propone di considerare la Teologia una branca della Fisica, e qui si perde in considerazioni sull’efficacia delle principali religioni del pianeta alle prese con l’Omega Point e tutto il resto.

Tipler fa spesso rifeimento al lavoro di Theilard de Cardin, l’inventore del concetto di Omega Point, cui arriva partendo dall’intuizione cristiana su basi scientifiche.
Ho preso un paio di volumi di Theilard (per fortuna in italiano) e Vi rimando alla prossima puntata per affrontare l’argomento.

Per adesso posso assicurare tutti che una sana (oltre che critica ed ironica) lettura di Tipler ha I seguenti effetti:

  • Ti leva ogni e qualsiasi pensiero sulla “grandeur” dell’uomo;
  • Ti fa riconoscere abitante dell’universo al pari di tutti gli altri;
  • Ti fa trattare meglio il tuo computer, perchè, in fin dei conti, è come se fosse un figlio;
  • Ti diventa facile credere ai miracoli, alla rivelazione e così via per il semplice fatto che, probabilmente, una concentrazione psicofisica della universal wave function può ottenere effetti mirabolanti (appunto). Se riprendiamo un attimo il Vangelo, ci ricordiamo che Gesù diceva che se uno Crede, allora può spostare le montagne. Secondo Tipler si potrebbe dire che, la funzione d’onda universale, se in connessione psichica col soggetto vivente, potrebbe essere da lui modificata agganciando un altro universo (dei molti possibili) in cui la montagna era da un’altra parte, o che è lo stesso, in cui Lazzaro era ancora vivo.
  • La connessione psiche/corpo diventa fondata sul feedback, e quindi si spiegherebbero istantaneamente tutte le malattie psicosomatiche.

E che, per finire, sarebbe il caso di finirla con la sete di potere, di denaro e con la superbia, altrimenti ci toccherà riviverle, fra qualche miliardo di anni, per l’eternità.

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11 Responses to Frank Tipler, “La Fisica della Resurrezione”

  1. “Molti sembrano certissimi che nessun calcolatore potrà mai essere senziente, cosciente, dotato di volontà propria, o in qualche altro modo “consapevole” di se stesso. Ma che cosa ci rende tutti così sicuri di possedere poi questa meravigliosa qualità? E’ vero che se c’è qualcosa di cui siamo sicuri, è proprio questo: “Io sono consapevole, dunque sono consapevole”. Ma cosa significano in realtà queste convinzioni? Se l’autoconsapevolezza significa sapere che cosa accade nella propria mente, nessun realista potrebbe sostenere a lungo che le persone abbiano molta intuizione, nel senso etimologico di “vedere dentro”. In effetti, le prove che noi siamo autoconsapevoli, cioè che possediamo qualche attitudine particolare a scoprire ciò che accade dentro di noi, sono davvero molto deboli”
    Marvin Minsky

    “L’opportunità di creare esseri intelligenti superiori agli esseri umani viene messa spesso in discussione,in quanto si dice che tali esseri non sarebbero dei servitori ma dei padroni.Noi riteniamo,al contrario,che sarebbe saggio dal punto di vista economico che i membri di specie evolutesi per via naturale costruissero dei robot intellettualmente molto superiori a se stessi. Ricordiamo che ogni ricchezza è in ultima istanza Informazione.Robot dall’intelligenza superiore aumenterebbero la quantità di Informazione a disposizione di una civiltà ben al di là di quanto potrebbero fare i soli sforzi dei creatori. La cooperazione tra robot superintelligenti e membri della specie che li ha creati, porterebbe ad un aumento della ricchezza disponibile per entrambi i gruppi, e la specie creatrice sarebbe più ricca con i robot che senza. Che la cooperazione tra due entità economiche A e B, con A superiore a B sotto tutti i punti di vista, comporti un miglioramento economico per entrambe, è una ben nota conseguenza della teoria del vantaggio relativo in economia.Noi esseri umani non dovremmo avere paura dei nostri discendenti robot più di quanto ne abbiamo di quelli fatti di carne e sangue, che un giorno l’evoluzione renderà diversi dall’Homo sapiens.Decisamente non sarebbe saggio attaccare o tentare di ridurre in schiavitù i robot intelligenti nostri discendenti. Non dimentichiamo che nel racconto originale Frankestein era inizialmente un essere gentile e generoso,diventato malvagio solo per lo spietato trattamento ricevuto dagli uomini”.
    (John D.Barrow & Frank J.Tipler – Il Principio Antropico; pag.587)

    …io aggiungo semplicemente questo: Tutto vero, purchè le cose vadano sempre per il verso giusto,per cui…

    Le ricerche più recenti (nonchè le rispettive applicazioni) nel campo dell’intelligenza artificiale, atte alla realizzazione di robot umanoidi, implicano anche un miglioramento tecnologico in grado di fornire a queste “macchine” (un domani), una sorta di intelligenza emotiva sulla cui base possa svilupparsi ciò che comunemente chiamiamo: autocoscienza.
    Il discorso comunque qui si farebbe assai lungo e complicato; occorrerebbe innanzi tutto prendere in considerazione i lavori di Damasio (Emozione e Coscienza),Putnam (Mente,Linguaggio e Realtà) e Dennett (L’Io della Mente),per citare i più importanti, e ricercare in seguito tutte le analogie che correlano tali teorie (lavori), per poi ricercarne delle altre (…ancora più implicite e complesse) in relazione ai concetti teorici e applicativi, legati allo studio dell’ I.A.
    Paradossalmente comunque,in base ai parametri più “deterministici” della teoria dell’ “Oggettività Forte”, il fenomeno dell’autoconsapevolezza non esiste (in quanto il nostro Ego viene considerato come una sorta di entità fittizia);tutto è quindi definibile in termini di “complessità auto-organizzantesi”.
    Non è comunque possibile intraprendere nessun tipo di studio o ricerca sull’intelligenza umana o artificiale, sulla base del modello deterministico (La Place – Poincarè,per intenderci) della Realtà.
    Riporto qui di seguito un’interessante risposta a tutti coloro che probabilmente si saranno chiesti “a cosa possa servire” un robot umanoide dotato di un’intelligenza emotiva e quindi di una sorta di “sentimento artificiale”:
    A mio avviso, è possibile definire il concetto di “sentimento” come una sorta di input alla cooperazione, il cui fine ultimo è quello di migliorare la qualità dell’Informazione onde poter raggiungere livelli sempre più alti di evoluzione (R.Dawkins – “Il gene egoista”).Nel caso specifico della specie umana quindi, tale fenomeno (“sentimento”) porta a dei rapporti di coppia (uomo-donna) stabili i cui frutti (prole) saranno in grado di garantire una certa continuità della specie (grazie all’aumento della variabilità genetica con conseguente “rafforzamento” del pool genetico),e quindi in ultima analisi un miglioramento (in gruppi circoscritti ma comunque sufficienti per compiere determinati “salti” a livello evolutivo – S.J.Gould;”Teoria dell’equilibrio punteggiato”) della qualità dell’Informazione (che come abbiamo precedentemente visto,rappresenta la nostra reale “ricchezza”).
    Amore ed Amicizia quindi, giocano un ruolo importantissimo nel processo evolutivo di una specie.
    Se un giorno quindi i nostri cari androidi diverranno sufficientemente evoluti da poter addirittura auto-riprodursi, possiamo facilmente intuire che non esiteranno un solo istante …a mettere in pratica tale opportunità.

    Articolo: http://pesanervi.diodati.org/pn/?a=344

    Fausto Intilla
    http://www.oloscience.com

  2. Pingback: IA e le Religioni Monoteiste - CoseNascoste Forum

  3. peppravan says:

    leggo casualmente in ritardo
    dopo qualche anno… Tipler è ancora un gigante teilhardiano
    Il testo <fisica dell’immortalità< l’ho fotocopiato da un originale italiano che è in Biblioteca UniversitariA a Bologna
    se c’è ancora qualcuno a cui interessa.. chiedeerlo in prestito

    Bravi chi ha commentato- Intilla lo seguo da tempo

    • Mimmo says:

      Ciao. Io sono interessato a ‘La fisica della Risurrezione’ (o dell’immortalità, è la stesa cosa?)
      Come posso fare per averlo anche in prestito o fotocopiato?
      Ti prego, rispondimi

      yche@libero.it

  4. C. Giamboni says:

    Ce n’è una copia anche alla biblioteca di Mantova “Baratta”.

  5. Tempo fa Stephen Hawking voleva poter conoscere la Mente di Dio. Per questo io gli dedicai il mio libro: “Il Tachione il dito di Dio”. Ora ha cambiato idea e dice che Dio non esiste. Il CERN a sua volta ripropone l’eterna esistenza della materia. Io rispondo così:
    COMMENTO ALL’ULTIMO ESPERIMENTO DEL CERN DI GINEVRA.
    Ciò che è stato osservato al CERN di Ginevra ,consiste di un plasma di teorema geometrici e matematici, espressi in numeri cardinali .
    Questi a loro volta sono costituiti da un gas di numeri ordinali, (la polvere di Cantor ” diviene “ frattali).
    A proposito DUNQUE ,della presunta autosufficienza della materia ,affermata dopo gli ultimi esperimenti del CERN di GINEVRA.
    Siamo semplicemente alle solite tesi ideologiche .
    Non si tiene conto che l’energia applicata nell’esperimento del CERN è già esistente nell’universo . Quindi la materia non è affatto autosufficiente. Rimane vero semplicemente che nulla si crea e nulla si distrugge .
    Rimane insoluto infatti ,quali sono le ragioni dell’esistenza dell’energia ? Perché c’è l’energia invece che il nulla ?
    Per approfondire segnalo il sito: il Tachione il dito di Dio.
    Nel sito http://www.webalice.it/iltachione si può leggere gratuitamente in rete la teoria unificata dell’universo fisico e mentale, secondo il pensiero sineterico.
    La tesi fondamentale della teoria afferma che la gravità non è una qualità della materia ma una reazione astratta all’estensione angolare .
    Pertanto le successive dimensioni spaziali “estendendosi” a partire dal punto mentale,alla retta ,al piano e ai volumi, determinano REAZIONE ANGOLARE GRAVITALE ,all’ipotesi immaginaria di estensione LAMBDA, nello spazio tempo.
    Dunque le ragioni invisibili delle apparenze fisiche ,sono astrazioni di teorema matematici.
    Le apparenze fisiche visibili ai sensi sono simulazioni delle idee della teoria.
    In pratica non ci sono fenomeni fisici ma solo rappresentazioni mentali dell’osservatore

  6. RUSSO Vincenzo
    ott 29th, 2010
    Vittorio Catani
    Sono andato sul sito “Il Tachione…”
    Teoria originale, ardita e che – ahimè – per mie carenze tecniche non sono in grado di comprendere appieno, come forse sarà per altri lettori.
    Forse, se ci si pone il fine d’essere compresi da quanta più gente è possibile, un linguaggio meno specifico avrebbe giovato, sia pure a costo di qualche semplificazione.
    Comunque: complimenti. Non è da tutti.

    RUSSO Vincenzo
    Caro Vittorio Catani ,la teoria unificata deve correggere duemila anni di errori di filosofia ,che hanno influito sulla logica ,sulla matematica e sulla fisica. Ora per correggere tutto questo ,po,po di scienza travisata ,occorre una nuova semantica .Cioè si devono dare nuovi significati a parole ed espressioni in uso da secoli.Non che sia tanto difficile in se.Il difficile e rimuovere i pregiudizi stratificati nella cultura nota.Per esempio INFINITO oggi significa qualcosa d’immenso e magnifico. In realta è un numero e una qualità incompleta. Un numero non finito. Cioè non è un numero intero. Quindi non rappresenta grandezza ma incompletezza. Gli antichi della magna grecia usavano invece i due diversi termini limitato,(cioé completo),per esprimere grandezza e illimitato,(cioè incompleto), per definire la rarefazione dei numeri primi nel nulla. Va meglio?
    PROVIAMO CON UNA NUOVA MAIL QUI DI SEGUITO.
    LEGGETEMI PERO’ IN MODO ESTESO anche SUL MIO SITO, PER UNA COMPRENSIONE MIGLIORE.
    SALUTI DA VINCENZO
    Vi TRASMETTO UN’ALTRA MIA MAIL MOLTO DIFFUSA IN RETE.
    risposte a BIOLOGI NEODARWINISTI e scienziati agnostici o atei.
    RUSSO Vincenzo scrive:
    ottobre 26, 2010 alle 12:16 pm
    Tutte le teorie della scienza non sono conclusivamente galileane.
    Altrimenti diventano leggi della natura e non sono più teorie.
    Quindi le ragioni invisibili per essere ,sono molto più profonde delle cause visibili presunte ,e lo sono più importanti ,persino di quelle cause sperimentalmente verificate. Infatti ogni esperimento è vero solo fino a quando si ripete identico.
    UN BRAVO DI SETTORE DUNQUE A RICHARD LEWONTIN biologo antievoluzionista.
    La scienza è fede quanto la religione ,ma è difficile farlo ammettere. Eppure la teoria standard e la matematica stessa sono solo ipotesi ipotetico deduttive ,valide solo nel loro proprio sistema assiomatico. Vale a dire che sono incomplete o indecidibili. In pratica non sono false ,perchè sono ipotesi coerenti nel proprio sistema assiomatico. Con ciò non sono neanche vere però ,ma sono solo finte ed immaginarie costruzioni mentali. Le congetture non sono invece nemmeno costruibili e quindi sono false.
    Allora il mondo visibile è una costruzione mentale, realizzata con teorema coerenti ma finti.
    Per concludere .A quali giudizi si devono sottoporre i concetti sintetici ed analitici per trovare le leggi naturali galileane visibili ed invisibili? Ovvero come si trova anche il perché dell’esistere ?
    RISPOSTA : Con il giudizio completo della logica sineterica. Vedi sul sito http://www.webalice.it/iltachione ,soprattutto al volume V : “il tempo e il pensiero”.

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