Seth Lloyd, “Il programma dell’universo” e l’informazione.

equinoziali

Prezioso volume quello di Seth Lloyd (Einaudi 2006), che si legge con un senso crescente d’incompiutezza, fino alla fine. La sensazione è che qualcosa, nonostante tutto, ci sfugga tra le dita, e si continuano a leggere le pagine nel disperato tentativo di riafferrare ciò che abbiamo la sensazione di perdere, col dramma aggiuntivo del dubbio di essere troppo stupidi per coglierlo, infine. Le ultime tre righe mettono a posto per sempre la nostra sabbia. Per fortuna, altrimenti era tutta fatica sprecata, per lui di scrivere e per noi di leggere.
L’obiettivo del Dott. Lloyd è quello di farci cambiare punto di vista: l’universo è un gigantesco computer quantistico che calcola la sua evoluzione. Di questa sua visione dà una dimostrazione piana e disponibile anche ai normodotati.
La chiave è nella relazione tra energia, entropia e informazione: se l’universo è composto da una trama di energia, radiante e materica, e se questa per il primo principio della termodinamica si trasforma ma non si distrugge; e se l’entropia viene vista come la quantità di informazione indisponibile (quasi sempre) per il calcolo dell’evoluzione dell’universo, allora energia ed informazione sono le due facce in cui si esprime l’intero cosmo: l’energia si trasforma e l’informazione non può mai diminuire. Seth dice che l’Energia serve a fare qualcosa mentre l’Informazione dice cosa fare.
Questa semplice idea per noi, comuni mortali e uomini della strada, comporta inimmaginabili conseguenze per l’inserimento di un ulteriore tassello nella buca della domanda chisiamochecifacciamoeperchè.
Ma il Dott Lloyd, pragmaticamente e in pieno spirito scientifico, non si lascia tentare, e prosegue nelle sue spiegazioni.
Un sistema che ha entropia alta ha una mole d’informazione inutile. Un gas nel palloncino calcola una mole enorme di dati sugli urti tra atomi, ma questo calcolo non porta a nulla: una specie di programma che gira e gira senza scopo.
Ben diverso invece il caso di una molecola di fruttosio all’interno di una mela.
Questo ben ordinato gruppo di atomi ha entropia e informazione bassa, molto bassa paragonata al gas del palloncino. E allora tante cose si possono fare con la molecola. Per esempio mangiarla e con l’energia chimica contenuta farsi un bel giro di corsa per i paraggi, magari incontrare qualcuno per fare una chiaccherata.
Noi allora siamo tentati: potremmo dire che allora la vita con la sua capacità di aumentare l’informazione organizzata contribuisce a rendere disponibile l’energia e ad abbassare l’entropia del sistema? E’ questo lo scopo della vita? Una subroutine del computer quantistico universale, capace d’immagazzinare ed evolvere l’informazione, conducendo programmi sempre più sofisticati, addirittura autocoscienti ed autoanalizzanti?
Ma il Dott. Lloyd non si fa tentare e prosegue, con i dettagli del meccanismo computer quantistico universale, come costruirlo e le meravigliose cose che potrebbe fare etc etc. Tutto fantastico, davvero, ma la solita manìa di fare un bel marchingegno è talmente noiosa che si continua a leggere  per scoprire  se Seth si decide a darci un briciolo d’informazione laterale in più, un picchetto, un chiodo a cui appenderci per rispondere con maggiore profondità alle nostre domande.
Niente. Solo aggeggi, meccanismi, illuminanti interpretazioni quantistiche ma in una parola, giocattoli.
Niente, fino alle ultime tre righe.
Ricordando un suo carissimo amico e collega scomparso in tragiche circostanze, dice:
“Da vivo, Heinz ha programmato la sua fetta di universo. Il risultato del suo calcolo si dispiega nel mondo: l’intelligenza vivace e le stravaganze con cui ci ha colpito sono ancora in noi, e ci spingono a pensare e a comportarci in un certo modo, magari altrettanto vivace e stravagante. La parte riservata a Heinz nella grande computazione universale continua a girare.”
E, potremmo immaginare, a sollecitare Seth a scrivere questo libro.
E allora, alla fine, grazie Dott. Lloyd, era proprio quello che stavamo cercando. Ne è valsa la pena.

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2 Responses to Seth Lloyd, “Il programma dell’universo” e l’informazione.

  1. domenico says:

    bellissima teoria
    geniale.
    ma stiamo parlando di un “meccanismo”.
    i perchè sono sempre là a fae da sfondo alla nostra sete di conoscienza.
    va bene lo stesso

  2. PIERO SONNINO says:

    l’ universo computa se stesso . . . verso una perfezione che non ci è dato diimmaginare – lo dimostra (il programma) la natura nella sua cruenta evoluzione – deve vincere il migliore – e come si evince dal libro la casualità è impossibile – l’ informazione non va perduta – speriamo che l’ umanità sia parte feconda e non un ramo destinato a morire – quanta coscienza c’è in noi dell’informazione –

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