Democratici e repubblicani … negli Usa.

castelbuono

Riporto testualmente da Richard Florida, “La Classe Creativa spicca il volo”, Mondadori 2006 pagg 226 e segg: Non illudiamoci però di poter vedere in tempi brevi questa leadeship nei due maggiori partiti politici, le cui piattaforme non fanno che allontanarsi dalle realtà globali dell’economia creativa. I democratici si considerano i paladini dei lavoratori e della giustizia sociale, ma il loro elettorato si concentra nei centri della crescita hi-tech con i maggiori livelli di disuguaglianza economica e la minore presenza di industrie. .. Molti di loro propugnano le tariffe protezionistiche, la regolamentazione del lavoro, le scuole pubbliche, e a livello locale progetti infrastrutturali che impieghino una manodopera fortemente sindacalizzata. .. troppo timidi per sfidare le antiche lobby industriali e troppo solleciti nel seguire le direttive anticoncorrenziali dei loro finanziatori. … I repubblicani, dal canto loro, si vantano di coltivare il capitalismo imprenditoriale che produce ricchezza, quando invece raccolgono il consenso in aree con livelli di parità economica relativamente più alti, maggiore presenza di industrie vecchio stile ed economie tutt’altro che fiorenti. Si barcamenano tra misure fondate sulla fiducia e un titubante sostegno al libero mercato che .. è riuscito ad aprire spazi alle tariffe protezionistiche ..
… è essenziale riconoscere un fatto importante. Le trasformazioni economiche non si completano mai da sè. Occorrono soluzioni politiche per realizzare appieno il potenziale dei nuovi ordini economici e sociali: una responsabilità che ricade sulle forze progressiste della società. Se queste forze non riescono a spiegare con precisione in che modo un futuro più aperto potrà avvantaggiare tutti – dal settore creativo a quello industriale e terziario – il popolo sceglierà di fatto un regime conservatore e reazionario. Il cambiamento incute timore.”
Al termine di questo periodo l’autore racconta di essersi trovato in un “salotto” in compagnia di persone molto simpatiche ma per nulla note. Ha detto di voler fare un esperimento: ha chiesto di dire qualcosa di sè, senza citare la fede politica. L’illustre sociologo, sulla base delle dichiarazioni, ha individuato i corrispondenti tipi del repubblicano e del democratico. Alla fine ha espresso le sue opionioni, riscontrando che si era sbagliato nel 100% dei casi. Aveva toppato tutte le previsioni.

E questo accade in America.

Ma di aver sbagliato le previsioni sull’orientamento politico di un salotto di sconosciuti non è capitato anche a voi qui in Italia? Non vi è capitato l’importante ingegnere dedito alla progettazione autostradale che alza miliardi come se fosse bruscoli, asserire che una bella botta di leninismo non potrebbe farci che bene? Oppure il tartassato impiegatuccio postale che invoca il pugno duro di Alleanza, stile “…quando c’era lui …” ?

Sono pazzi? certo che no. E’ il prodotto del cambiamento, che nessuno è in grado o ha il coraggio d’interpretare, meno che mai i nostri grandi statisti, assisi nei parlamenti nazionali ed europei. Il mondo si è capovolto, ma le idee che sottendono alla gestione del potere sono rimaste le stesse, asfitticamente inutili e controproducenti. Mentre gli operai metalmeccanici di ieri hanno redditi equiparati a un  impiegato di primo livello e vanno in pensione a 58 anni e centinaia di migliaia d’immigrati fanno la fame con  milioni di giovani precari che non hanno nessuna possibilità di un futuro migliore, la sperequazione dei redditi aumenta sempre di più e sempre meno diventano sempre più ricchi. E infine diciamocelo francamente: i trentenni di oggi hanno un’elevata probabilità di avere un reddito inferiore a quello dei loro genitori, per tutta la vita, che siano operai o laureati  PhD. E, a quanto pare, non solo in Italia.

(p.s.: il precedente era un discorso di destra e di sinistra, …. invertite!)

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