Draghi, tax and Dollars

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Il 19 gennaio 2008 il Governatore della Banca d’Italia, Dott. Mario Draghi, ha letto un suo “intervento” (così li chiamano alla B.I), cioè una dichiarazione dello stato dell’economia del Globo e dell’Italia. Lo potete trovare su http://www.bancaditalia.it/interventi/integov, ed è un documento molto interessante da leggersi, anche perchè scritto in italiano comune, e non ci vuole una laurea per comprenderne la vasta portata, solo un po’ di riflessione.
Il suo “intervento” può essere letto secondo due modalità:
1. basandosi sui riferimenti socioeonomici proprio del Governatore
2. guardando a riferimenti alternativi, diversi dai precedenti.
Sulla base del primo, Draghi dice in sostanza che:
A. i mercati finanziari mondiali hanno subito uno choc tremendo avendo scoperto che l’allegra gestione della cessione dei propri crediti a terzi aveva provocato dissesti si ampia portata. In pratica tutta la bella strumentazione moderna dei prodotti finanziari non era altro che una distribuzione di crediti a soggetti che speculavano senza provvedere la necessaria informazioni e/o copertura del rischio. In pratica Draghi dice che molta parte del sistema finanziario non ha badato a ciò che comprava, ma bastava che la cosa girasse. Alla fine qualcuno si è trovato con un pugno di mosche. Ma attenzione, nessuno ha avuto guai per questo. Quando il denaro mancava, ci pensava la banca centrale a stamparlo e a rifornire chi era in difficoltà. Questa è una bellissima cosa, perchè assicura il mantenimento della credibilità bancaria, tanto necessaria nella nostra economia. Ma anche che, chi ha giocato e perso non ha avuto nessun danno. Mi spiego: se io ho 100.000 euro e gioco alla roulette, so che sto giocando alla roulette, se perdo nessuno mi dice: vabbè, non fa niente, qua ci sono altri 100.000 euro, basta che torni a casa e la prossima volta stai attento. Invece nell’alta finanza, siccome una banca deve garantire la credibilità sui depositi dei propri correntisti, di fatto non può fallire, perchè altrimenti le economie del mondo vanno a gambe all’aria, e quindi nessuno può perdere; si prende una bella foresta, se ne fa carta da stampa e si fabbricano dollari ed euro. Quando io studiavo economia la stampa di moneta era una cosa possibile, ma assai rischiosa, perchè prima o dopo la moneta perdeva il suo valore, con inflazione, oppure con veri e propri fenomeni di preferenza, ma a quanto pare le nostre autorità monetarie sono immuni da questo problema. Certo però il fatto che il dollaro si sia deprezzato “stabilmente” rispetto all’euro qualche cosa, in fin dei conti, deve significare. Inoltre c’è un altro problema: supponiamo che io abbia una bella banca grossa grossa, e scopro che i miei dipendenti hanno comprato a caro prezzo un sacco di carta straccia; m’incazzo con qualcuno, poi chiamo la BI, gli dico che non ho soldi, e loro me ne mandano quanti ne voglio, per di più ad un tasso di interesse davvero favorevole. Insomma, pericolo scampato. Pericolo? A me pare un bel business, io faccio come mi pare, tanto poi corre Draghi con una bella borsa piena di soldi. INFATTI, l’unico paese in cui c’è stato qualche problema coi correntisti è stata l’Inghilterra …. è un caso? Direi di no. Lì i correntisti non sono pecore come noi, s’informano, s’incazzano e vogliono i loro soldi, e poi via!
B. Draghi dice che il sistema planetario della finanza sta reagendo come dei bravi chierichetti: smantellamento delle posizioni in perdita (cazzo, come si fa?); drastica riduzione dell’indebitamento con massicci programmi di ricapitalizzazione tramite afflusso di capitale di rischio che si appropria delle banche visto che la borsa è in perdita … un momento un momento … ma chi è che ha tutti questi capitali? Non lo so, ma un’idea ce l’ho … non saranno mica i petrodollari? Draghi non lo dice, ma certo è che qualcuno sta comprando, a buon prezzo, banche e quote il cui valore, presente e futuro e ASSICURATO dalle banche centrali, banche che poi utilizzeranno i depositi e il RISPARMIO della gente per fare e disfare quello che gli pare. Che Mondo!
C.Draghi dice che la BI sta iniziando un programma di monitoraggio e controllo affinchè simili situazioni non debbano ripetersi. Bravo, almeno lui ci crede! Cavoli, è da secoli, da quando esistono le banche che ci provano, senza riuscirci! E poi, parliamoci chiaro, lo sapevano tutti. Tutti quelli del mestiere sapevano che negli Usa si fomentava la bolla immobiliare concedendo ad occhi chiusi mutui senza possibilità di rientro, che poi venivano redistribuiti al sistema. Lo sapevano tutti da anni, col beneplacito della Federal reserve.
D. Poi afferma: L’azione della BCE per le finalità della politica monetaria è distinta dagli interventi sulla liquidità. Ovvero che il fatto di offrire dollari quasi gratis alle proprie banche non infici il fatto che i tassi alti siano contro l’inflazione. Confesso, la mia ignoranza è abissale, e devo aver anche fatto male l’università, ma come si fa a dire che l’offerta di moneta è indipendente dalla politica monetaria? Dalle parole del Dott. Draghi sembra essere una questione di fede. Purtroppo le questioni di fede in economia non esistono, e le conseguenze a volte sono molto gravi.
E. Dopo l’affermazione della possibile crisi finanziario-economica negli Usa, si passa all’affermazione che le economie emergenti non hanno subito impatti di sorta. Insomma continuano a macinare PIL e crescita dei corsi di borsa. Dice anche che “Il considerevole rafforzamento delle posizioni finanziarie dei paesi emergenti li rende meno vulnerabili a shock esterni. Fermiamoci un attimo. In soldoni vuol dire che Cina India & Co. stanno pompando tanto di quel denaro dal mondo occidentale che, se quello entra in crisi finanziaria, sono affari nostri e non loro. In gergo significa che ci hanno già preso le giugulari, e da lì spillano sangue (soldi). Ma questo vuol dire anche che il collegamento della globalizzazione finanziaria c’è solo da un lato, ovvero da occidente a oriente e non viceversa, il che significa che la globalizzazione non c’è, l’interdipendenza è invece di fatto UNA DIPENDENZA dell’occidente verso l’oriente. Di già? si potrebbe pensare. Si, forse ci siamo già, e ci siamo cascati senza neanche accorgecene.
F. La Congiuntura in Italia. Draghi dice che è una schifezza: rallentamento, rincari materie prime, depressione consumi, preferenza per l’importazione, export in crisi monetaria. Il divario di crescita con gli altri paesi aumenta, perchè “continua a mancare lo scatto strutturale della produttività”. Draghi continua poi col concetto che sviluppo=reddito=produttività. Poi arriva alla parte più pubblicizzata (perchè politica; no, non di economia politica, nè di scienza delle finanze; no, solo politica): la riduzione delle tasse è possibile solo se non portano un aumento del debito pubblico, ovvero se sono accompagnate da una riduzione della SPESA CORRENTE, molto elevata, anche se la pressione fiscale è aumentata. L’ovvietà (apparente) è tale che ci si chiede chi sia il bersaglio della comunicazione. Visto il battage telegiornalistico avuto, queste parole NON sono dirette al governo ma bensì all’opinione pubblica. Cari italiani, dice Draghi, aspettatevi un aumento ulteriore della pressione fiscale collegata alla spesa corrente, ossia pensioni e stipendi pubblici. Infatti le pensioni aumenteranno di sicuro, e gli stipendi pubblici pure.
G. Ma, dice Draghi, è ancora presto per parlarne, “SOLO CON I RISULTATI DEI PRIMI VERSAMENTI IN AUTOTASSAZIONE AVREMO UNA VALUTAZIONE APPROFONDITA DELLO STATO DEI CONTI …”. Anche qui un’affermazione che non fa una piega, è nella gestione del buon padre di famiglia pensare di pagare dopo aver incassato …. ma è proprio questo il punto: il buon padre di famiglia programma in anticipo, quanto più possibile, per evitare di prevedere di spendere di più di quanto incasserà; deciderà di non fare le vacanze in sardegna, oppure non comprerà la macchina; invece c’è il fondato sospetto che il nostro governo, e la nostra burocrazia, decidano di spendere ciò che il popolo bovino pagherà di tasse. Ossia, nessuna programmazione, nessun progetto.
H. L’inflazione. Draghi ripete i dati ufficiali: 2,8%. Ci crede davvero? Non possiamo crederci, è una persona di grande intelligenza, ma non può davvero fare altrimenti.
Dopo di che si lancia in quello che può effettivamente fare la BI, cioè controllare sportelli e procedure.
Analizziamo adesso il discorso secondo i parametri B, cioè quelli alternativi.
Qui il discorso è breve:
I. Ma davvero sono ancora convinti che sia necessario lo sviluppo, e che questo passi dalla produttività? E che la stessa sia fonte di reddito? Ma se non ci crede più nessuno! Queste sono solo parole per far star buona la gente! la produttività italiana passa per le inefficienze della pubblica amministrazione, il 50% del Pil. Il 100% di gente che si ammazza e il 50% sperperato da gente che fa tre colazioni al giorno e lavora fino alle 14. Hanno provato ad aumentare la produttività riducendo il reddito delle classi giovani, gli altri erano intoccabili. Hanno generato il più mostruoso fenomeno di doppio mercato del lavoro mai visto nel mondo! Allo sviluppo in un paese col 26% di poveri non crede più nessuno, nella nostra economia E’ IMPOSSIBILE! Che sviluppo è un 1,2- 1,5%? Ma è prendersi per i fondelli! Ci prendiamo in giro!
Concludendo, il Dott. Draghi ha fatto un bel discorso da professore universitario, che parla ai suoi datori di lavoro. Bravo, ben fatto. Ma ormai in qualsiasi centro di ricerca economico nessuno si prende sul serio quando parla di sviluppo dell’1% … ma che roba è?
Pensate ad un impiegato dell’ufficio studi della Bi, che pontifica col suo 2,5% d’inflazione, poi torna a casa e la moglie gli dice che per comprare le stesse cose del mese scorso ha speso il 15% in più. E lui a dirgli, ma no cara, devi aver comprato le cose sbagliate, oppure aver fatto male i conti … Quella lo prende per scemo, e gli urla come una bestia … <<’a bbello … st’estate annamo a Ostia a fà’lbagno, la Sardegna te la sogni! cor tuo 2,5% … addò vivi????>>

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3 Responses to Draghi, tax and Dollars

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  3. uohaa says:

    Very hard to coment on that!

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