Lehman Brothers e il botto dell’illusione

Il 14 settembre 2008 sarà ricordato come il giorno del fallimento di una delle più grandi banche del mondo, la Lehman Brothers. Decine di migliaia di impiegati nel mondo, centinaia di migliaia di posti di lavoro d’indotto. Più di 600 miliardi di dollari di perdite, per adesso.
Il 14 settembre 2008 è una domenica.
Può un’azienda fallire di domenica? La risposta semplice e diretta è no.
La Lehman Brothers è fallita di domenica perchè era già fallita ad agosto del 2007, più di un anno fa. La gente che contava sapeva che era fallita, ma si stava organizzando per farla comprare. Chi compra un’azienda fallita? Nessuno, a meno che non si riesca a comprare quel che c’è di buono e a mollare i debiti a qualcun altro (come per l’Alitalia, la Telecom etc etc). L’operazione è molto particolare: salva il buon nome dell’azienda che continua a lavorare, qualcuno fa un affare pagando poco quel che c’è di buono e il resto del mondo si carica i debiti.
La Merryl Linch, la più grande banca del mondo, è stata comprata domenica 14 settembre per miseri 50 milioni di dollari, meno del 50% del suo valore un anno fa, quando il titolo aveva perso in borsa un buon 10% del suo valore. E’ stata comprata perchè il Governo degli Usa è intervenuto a garanzia dei debiti.

Tutti vi state dicendo che tutta questa faccenda è assai complicata, che i meccanismi del grande mercato finanziario mondiale è roba supertecnica, da veri maghi della finanza. Chissà quante lauree ha questa gente. E poi si sentono parole stranissime, swap, trend, asset, esposizione, warrant … chi ci capisce?
Avete ragione, proprio ragione.
Però purtroppo non è affatto complicato. La verità è che la fanno difficile. Parlare strano è uno degli strumenti più evidenti della Grande Illusione.

La Grande Illusione utilizza le idee convenzionali, quelle scolpite da sempre nella nostra mente attraverso la cultura dominante, per proiettare immagini fantastiche su cose banali. Terribile, si dirà. Mica tanto. L’uomo ci sguazza da sempre. C’è chi lavora per squarciare il velo dell’illusione e chi invece ci fa miliardi. E poi diciamoci la verità, illudersi è comodo, facile. Si vive benissimo. Le illusioni sono bellissime e com’è duro e triste invece vivere guardando in faccia la realtà.

Quindi se non siete pronti, se non ve la sentite di guardare dietro lo specchio, se preferite vivere tranquilli, il testo seguente non fa per voi. Non vi preoccupate, non c’è nulla di male in questo, siamo tutti illusi, chi più chi meno. Se invece siete curiosi e pronti a mettervi un poco in discussione, allora andate avanti.

L’idea convenzionale, la base dell’illusione, è questa: i magnati di wall street sono la gente più ricca del mondo, potentissima, furbissima, bravissima. Chissà che roba supertecnica s’inventa per fare soldi. Certo ogni tanto fanno i furbetti, però siccome neanche loro vogliono perderci faranno in modo che si passi dalla crisi ad una fase di abbondanza e felicità. Certo vivremo qualche mese un po’ spinoso, ma ben presto il sole splenderà sereno sulle nostre case.

Possiamo creder fermamente in quest’idea convenzionale, che si basa su idee che ci vengono inculcate quando ancora siamo in fasce. Se invece abbiamo un minimo di curiosità, occorre scavare un poco, non molto, giusto una spolveratina. Ed ecco che da sotto la sabbia chiara e nobile compaiono cose semplici, cose intuitive, le stesse di sempre.
Cosa facevano queste grandi banche?
Più o meno quello che fa il macellaio del supermercato dietro l’angolo:
Dal macello arriva la carne. Vediamo polli, mangimi? No. Vediamo agnelli, bovini? No. Vediamo carne. Lo stesso per la Lehman. L’analista finanziario vede arrivare da qualche parte una massa di 100, mille prestiti fatti ad altrettante imprese, persone, per case, terreni, forniture eccetera. Così come il macellaio, il grande trader di manhattan non può perdere tempo a verificare dove è stato allevato il pollo, che gli hanno dato da mangiare eccetera. Si fida del bollo del veterinario e della “affidabilità” del fornitore. Compra la massa di debiti e la lavora. Taglia qui, scarta là, affina, avvolge. Degli originari debitori non esiste più nulla. Certo da qualche parte nel mondo qualcuno deve restituire del denaro, ma nessuno potrebbe dire a quel punto, dove, quando e soprattutto perchè. Lo so, a questo punto avete una vertigine: porca miseria! ma nessuno sano di mente compra debiti! Invece è quello che succede. Il debito è diventato un oggetto, come il pollo. Si vende e si compra, dando per scontato che qualcuno un giorno pagherà.
Poi il macellaio del supermercato impacchetta e mette tutto in bella mostra sul bancone frigo, con la targhetta adesiva della marca del supermercato. Più la carne è lavorata (involtini, sgaloppe pronte etc. ) più alto è il prezzo. Lo stesso per la Lehman: più alto il coinvolgimento della banca in ciò che vende più gli altri pensano che sia un buon affare, e comprano più caro. La massaia compra la vaschetta di fettine perchè si fida del gestore del negozio. Il finanziere Lehman fa lo stesso, con i debiti. Siccome da centosessanta anni hanno la cravatta e hanno fatto tanti di quei soldi che tutto il mondo li invidia, tutte le banche del mondo comprano le loro fettine. E come accade al supermercato, in mezzo al pollo ben allevato c’è anche la fettina di pollo che ha mangiato spazzatura.
Se ti lamenti col supermercato ti dicono ch’è tutto a posto, e ti fanno uno sconto. Poi un altro e un altro ancora.
Alla fine sei tanto abituato alla spazzatura che non ci fai più caso. Se poi capiti in un agriturismo serio e assaggi la Vera Carne di Pollo, gli dici che è una schifezza. Meglio la Lehamn Brothers, quelli sì che sanno come si fanno gli affari!
Il problema scatta quando qualcuno finisce all’ospedale con un’infezione alimentare. Ma tutti dicono: chissà cos’ha mangiato?! Quando il supermercato è grande ed ha migliaia di clienti, non bastano gli ospedali per tutti quelli con la diarrea. E lo stesso con la Lehman. Il mondo è piccolo, ormai qualunque banca per esempio cilena spera che un paio di migliaia di aziendine taiwanesi paghino la rata del mutuo, altrimenti sono guai. Magari non grossi, il primo giorno. Poi dopo un mese i mobilieri norvegesi hanno problemi, poi tocca alle aziende di vino sud tirolesi, insomma alla fine se comincia ad andare male per tutti, scoppia la Bolla, ovvero si fa il botto.

Ma allora qual’è il problema di fondo?
Le risposte che ci danno sono ovviamente in linea con l’idea convenzionale, da quella non si scappa mai. Arrivano  tutti i grandi esperti a dire che gl’Istituti di controllo non hanno strumenti adeguati, che i cinesi ci mettono del loro, la bolla immobiliare,  l’economia che langue, che qualcuno specula eccetera eccetera.
Il vero problema di fondo, quello che è alla base di tutto è invece l’ILLUSIONE.
Noi Tutti ci illudiamo che la carne sia di allevatori bravi e coscienziosi. Chi compra pacchetti finanziari Lehamn si è illuso che fossero degli affari. Si compra la vaschetta pensando che sia pollo, e si compra da Lehman pensando che qualcuno certamente restituirà i soldi.
Volete una prova?
Le famose agenzie di rating di Wall Street hanno abbassato quello di Lehman lunedì 15 settembre. Non potevano la domenica perchè erano a pescare. E’ come dire che il veterinario cambia il certificato sanitario della carne dopo che duecentomila persone hanno la diarrea.
Se la gente di Wall Street avesse la lucidità razionale di un pigmeo della foresta equatoriale le agenzie di rating dovrebbero chiudere subito, e i direttori sfilare per le strade di New York sotto una pioggia di uova marce, e invece no, stanno lì beati perchè la gente, anche quella scafatissima dei grandi consigli di amministrazione vuole illudere e illudersi, vuol prendere in giro e concede la propria mente per essere abbindolato, sempre secondo il paradigma culturale convenzionale.
Così come la massaia è sempre pronta a ritornare dal negoziante fraudolento, a lamentarsi magari, ma a ricomprare.
Così come il popolo italiano è contento dei suoi governanti, basta che gli raccontino un mare di frottole.
La controprova sta nel linguaggio: i magnati potrebbero essere chiamati geni della finanza, assi del portafoglio, virtuosi della moneta. Invece no, tutti li chiamano MAGHI della finanza. Ed è vero, perchè maestri d’illusionismo.

La questione di fondo quindi non è un imperfetto meccanismo dei mercati, ma proprio quel sottile strato di sabbia che abbiamo deciso di rimuovere per curiosità.
Per capire bene che razza di sabbia sia,  è bene fare una digressione sull’illusione chiedendo ad uno che la sa molto lunga a proposito, uno che è passato attraverso la più grande illusione del XX secolo, Edgar Morin.
Lui dice testualmente: “Ogni conoscenza comporta in sè il rischio dell’errore e dell’illusione. L’educazione deve affrontare questo problema a due facce della conoscenza. L’errore più grande sarebbe quello di sottovalutare il problema dell’errore; l’Illusione più grande quella di sottovalutare il problema dell’illusione. … Errore ed illusione parassitano la mente umana fin dalla comparsa dell’Homo Sapiens”. Poi cita Marx ed Engels, dichiarando che anche loro non sono sfuggiti agli stessi errori.
Morin afferma che la struttura della mente è tale che esiste una relazione ineliminabile tra intelletto ed affetto. Persino la scienza, che è un potente strumento di eliminazione degli errori e delle illusioni è controllata dai soliti paradigmi culturali e pertanto ne rimane affetta.
Lui la sa molto lunga su errori e illusioni, ma noi adesso ci dobbiamo concentrare su quelli che chiama gli ACCECAMENTI PARADIGMATICI.
Il paradigma è l’insieme dei concetti dominanti che determinano la comprensione.
Il paradigma cartesiano è quello che domina il mondo occidentale moderno. Nasce con Cartesio e da allora ci crocifigge con la regola delle dissociazioni, della separazione, di quell’idea potentissima che è l’ ”aut-aut”. La più nota divisione è tra Corpo e Mente. Anche se ci sono prove sempre più evidenti di malattie psicosomatiche, noi continuiamo a credere che la mente sia separata dal corpo, e  a pretendere la pillola che rimette a posto il corpo come una macchina. E sogniamo  un giorno in cui metteranno il nostro cervello in una teca permettendoci di continuare a vivere. Che risate!
Noi diciamo che nella vaschetta del macellaio c’è il pollo, ma non vedendolo vivo e vegeto scappare davanti a noi per salvare la penne, questa è certamente solo un’illusione. Il macellaio potrebbe metterci quello che vuole, per noi sarebbe pollo.
Noi diciamo che compriamo un chilo di pesche dolci, ma in effetti sono state raccolte verdi e poi messe in frigo per due settimane con l’azoto e si sono maturate col gas. Ci illudiamo che siano buone, ma sappiamo dentro di noi che sono una schifezza rispetto a quelle maturate sulla pianta.
Noi pensiamo di mangiare pasta di grano duro, ma in effetti è di grano tenero, come dice la legge, con qualche aggiunta chimica.
E ancora, in banca ci dicono di investire i nostri risparmi  comprando “certificati” cioè un pezzo di carta,  mentre nei fatti stiamo coprendo i debiti di un fanfarone che vende latte Parmalat, che prenderà i nostri soldi per non restituirli mai.
E con quest’esempio arriviamo all’altra fondamentale divisione che proviene dal paradigma cartesiano: quella tra Uomo e (Gruppo o società). Per il paradigma cartesiano l’uomo è uno mentre il gruppo è formato “dagli altri”. Il gruppo non è unico, ma ogni volta c’è un gruppo diverso a seconda di chi lo guarda. Voglio dire che, secondo la nostra cultura occidentale cartesiana non esiste il popolo italiano per gl’italiani. Ciascun italiano si considera italiano a differenza degli altri 52 milioni e passa. In questo caso la matematica ci dice che non c’è nessun gruppo, oppure 52 milioni di insiemi di un solo elemento. Non essendoci nessun gruppo allora ognuno cerca di fregare l’altro. E se costui fa un danno, lo fa in modo da non  subirlo e di cederlo agli altri. Magari anche lui ne soffrirà, ma insieme agli altri, e quindi meno. Lo so, questa cosa è dirompente, ma adesso mi serve solo a far capire cosa succede nel mondo della  finanza.

Tornando alla Lehman Brothers e alla crisi finanziaria mondiale, questa gente ha venduto merce avariata. Loro sapevano che i debitori non avrebbero potuto pagare, ma hanno continuato a farlo per dieci anni.
Hanno condotto bene le loro illusioni, hanno separato in modo impeccabile la gente che ha fatto il mutuo dal loro debito, facendolo girare a pezzettini per tutto il mondo. Mica una volta sola .. infinite volte, ogni volta più nascosto, più triturato.
Alla fine nessuno sa quant’è grande il pollo. Ovvero il debito. Cioè il frutto dell’illusione.
Nessuno l’ha mai detto. I grandi della finanza parlano per settori: in america forse tanto, in europa forse tanto, in asia nessuno lo sa. Anche loro sminuzzano, separano. Ma è illusione. Se c’è una cosa che nel mondo è globalizzata tanto da essere una cosa sola questa è il denaro.

E adesso vi chiederete cosa potrà succedere. Andiamo! E’ intuitivo!
Ognuno ha sul groppone un pezzetto di debito americano. Io, tu, i siciliani, gl’italiani, tutto il mondo. Ci sarà ovviamente chi ne avrà di più e chi meno, ma ce l’abbiamo tutti. Forse oggi quelli che ne hanno di più sono i cinesi, ma questo è un altro discorso.
E allora, siccome sono debiti, cioè denaro, alla fine tutti noi dovremo pagarlo. Attraverso la perdita del lavoro, la diminuzione dello stipendio, oppure l’inflazione (che è la stessa cosa) o il tasso d’interesse, state certi che pagheremo. E’ già successo. In un modo o nell’altro abbiamo da pagare.

Riassumendo: un bel po’ di gente (in america soprattutto) ha gozzovigliato a debito illudendosi che tutto andasse bene, e da adesso e chissà per quanto tutto il mondo ne pagherà lo scotto, facendosi illudere che è una crisi con tante cause, che nessuno ne è l’artefice, e che comunque passerà.
A questo punto occorrerebbe dire che comunque il magnate XY, stracolmo di soldi, certamente vedrà ridurre il proprio reddito da 500 milioni di dollari annui a 380 milioni. Per lui rimane una grave perdita, ma che dire di quelli che stanno rapidamente passando dal mondo della sazietà alla fame? Diciamo quindi che lo scopo ultimo è stato conseguito: io ingrasso a spese di tutti (gli altri) secondo la logica cartesiana.
Ma come per tutti i dati di fatto, non possiamo farci gran che.
Allora possiamo comportarci come dei buoni padri di famiglia e chiedere: lo farete mai più? Tradotto nel paradigma cartesiano ciò significa nuove regole, nuovi istituti di controllo, banche di ferro eccetera eccetera. Purtroppo però tutto ciò è successo nella storia da tre a quattro volte, la più grave con il ’29, cui seguì una bella guerra mondiale.
I controlli c’erano, le regole di comportamento pure, gl’istituti mondiali anche, eppure è successo di nuovo.
E la storia si ripeterà certamente ancora e ancora finchè non saremo capaci di risolvere la questione di fondo, ossia L’ILLUSIONE.
E’ questo il compito vero. E’ questo che dovremmo fare.
Come farlo?
Se siamo sinceri non possiamo impedire che la gente s’illuda, è così intrinseco in noi che qualunque divieto è puerile.
Ci sarebbero due rimedi. Il primo è l’educazione, cioè fare in modo che sempre più persone pensino con la propria testa e ricerchino le proprie risposte nel più ampio spettro di conoscenze.
Il secondo è eliminare il concetto stesso di debito.
Folle, vero?
In effetti l’unico modo per eliminare l’illusione debitoria è agire esattamente al contrario, ovvero creare i fondi per la creazione di qualsiasi bene PRIMA della sua produzione, e direttamente per quella. In questo modo ci si assicurerebbe che TUTTO IL GRUPPO non solo accetti di privarsi di una parte di cose oggi per beneficiarne di altre domani, ma anche che ciò è fattibile senza che NESSUNO, nè prima, nè durante nè dopo muoia di fame, e quindi che la produzione di quel bene è ecologicamente sostenibile. Ci sarebbero altri vantaggi collaterali, ma lasciamo perdere.
In sè la cosa sembra follia pura. Eppure ci fu un tempo in cui queste cose venivano ancora pensate. Prendete Tommaso Moro, giustiziato nel 1535, cento anni dopo la nascita della prima banca moderna a Genova. Prima di allora il prestito, il debito e il credito erano per lo più personali e legati a doppio filo tra prestatore e beneficiario.
E di nuovo sta accadendo oggi: andate a vedere su http://www.zopa.it. Funziona? Boh?
Di una cosa possiamo essere certi, qualunque cosa sia ciò che abbiamo intorno oggi è pura e semplice illusione. E di maghi dentro le tasche ne abbiamo anche troppi.

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9 Responses to Lehman Brothers e il botto dell’illusione

  1. Alex says:

    Affilato e cristallino come sempre, Antonio…
    Tutto tragicamente vero, ma probabilmente
    l’inerzia del Sistema è ormai troppo grande perchè
    si possa impedirne il crollo… possiamo solo cercare
    di costruire assieme una realtà alternativa e
    sperare che ne resti in piedi qualcosa quando
    la grande illusione esploderà in mille pezzi…

    Un abbraccio,
    Alex

  2. marco says:

    ullallà!… ora sì che vado a dormire tranquillo…
    Hai ragione, Antonio, ci hanno abituati a vivere spendendo quello che guadagneremo fra qualche giorno, fra qualche mese, fra qualche anno.
    In questo modo siamo sempre appesi a un filo e sempre pronti a rinunciare a vivere per lavorare, perché dobbiamo pagare, i debiti nostri e pure quelli degli altri…
    mò mi sparo un bicchierone di whiskey e me ne vado a nanna. Magari mi sveglio ricco…. (:o)

  3. jacktisana says:

    Complimenti, analisi e descrizione chiara e comprensibile.
    In linea con le possibili risposte utili c’è lo SCEC.
    Sta qui: http://www.arcipelagoscec.org
    A presto
    JT

  4. Francesco says:

    Una cosa è certa:
    dopo aver letto quest’articolo non può esserci illusione di vivere in un mondo onesto!
    Tutto ruota intorno al dio denaro e nel suo nome si commettono le più bieche azioni: chi ne piangerà le conseguenze (anche a costo della vita) non conta a questo mondo, ciò che conta è accumulare ricchezza e basta.

    Un abbraccio.
    Francesco

  5. LAj says:

    Jacktisana,
    conosci il PRIMIT?

    http://www.primit.it

    Il SIMEC?
    http://www.simec.org

    …attenzione alle illusioni 😉

  6. ciao, pubblico il tuo articolo sul mio sito.
    come mai non hai nulla sul signoraggio?
    mi pari parecchio inserito nella questione..

    sandro

  7. ps per la prossima opera: qual’è senza ‘

  8. alec69 says:

    Trovo anche io cristallina la spiegazione. Ed essendo io completamente ed assolutamente disilluso dall’adolescenza; vorrei puntare i riflettori anche sul sottosistema “istruzione-titoli di studio”, sottosistema che, se osservato senza filtri illusionistici, emerge nella sua pura ed unica essenza di “industria del titolo” nella quale sono conivolti prograssivamente: scuola superiore, generatrice dell’indotto degli istituti di recupero scolastico; università degli studi, generatrice degli indotti che spaziano dalle costosissime campagne pubblicitarie dei vari atenei (investimento cui partecipano le varie amministrazioni locali per attirare più gente possibile che spenda, consumi e paghi abbonamenti per i trasporti urbani tasse e multe) al commercio dei testi scritti dai docenti agli alloggi per gli studenti, dagli istituti di preparazione e recupero degli esami alle feste di laurea (che fino a qualche decennio fà erano rarissime in italia e che sono state importate dagli stati uniti – documentarsi sui film americani degli anni ’60 e ’70 prego – assieme alla festa di alloween celebrata persino nelle scuole elementari e che non c’entra una mazza con le tradizioni italiane), dagli stage ai master (eccellente escamotage per il reclutamento di esreciti di poveri inconsapevoli illusissimi somari che felicissimi e gongolanti lavoreranno gratis inseguendo la carota che potranno avere solo “dietro”), dai praticantati gratuiti negli studi dei baroni delle varie professioni al pizzo delle iscrizioni agli albo professionali. Per vedere poi che la “laurea” la regalano “ad honorem” a Sbirulino, che è famoso e idolatrato da tutti gli illusi che vorrebbero essere come lui e che quindi si iscriveranno per emulazione al corso di laurea che lo ha titolato.
    Tutto ciò senza rendersi minimamente conto, o soffermarsi un istante a riflettere e a chiedersi “ma che cosa imparero?”; “come e quando potrò applicare ciò che forse imparerò”; “il personale docente è veramente interessato a trasferire a me, povero illuso, il loro sapere, consci del fatto che acquisito detto sapere potrei essere un loro concorrente?”.
    Per poi trovarsi a quarant’anni a non sapere e non saper fare assolutamente nulla, anche se con un titolo di studio, a pagare oltre mezzo stipendio per una camera in affitto con altri lavoratori fuori sede, o nel migliore dei casi a pagare quasi tutto lo stipendio per un mutuo a 40 anni.

  9. davidcorner says:

    Ottimo post, fa un pò di luce e chiarezza in questo sistema che ci pare alquanto complicato solo perchè ci fanno credere che lo sia.

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