Walter e la Bassolinopatia Iervolosa

Carissimo Sig. Veltroni,
ho letto con grande interesse, e per due volte, la sua intervista al corriere della sera del 26.9.08.
Le sue parole trasudano disillusione e paura.
Comprendo le sue paure, e comprendo persino la disillusione, anche se era evidente che andarsi a fidare di uno come il cavaliere, o anche di uno soltanto dei suoi uomini, è esercizio di pura e semplice puerizia.
Il nocciolo del problema è che lei, il suo partito e la somma dei suoi uomini non avete più alcuna identità. Per prendere una manciata di voti, vi siete aggrappati al ruolo di “opposizione” che vi ha lasciato il PDL. Ma anche quello era un trucco, una farsa. Loro non hanno identità, la interpretano, la vestono, la cambiano: oggi il fazzoletto verde, domani la cravatta vaticana, un occhio alla moda milanese, una vasata alla siciliana. E su tutto il vecchio fidato patriarcato, il machismo italiano da spiaggia riminese che tanto piace alla base elettorale di pensionati prostatici, vero comun denominatore di un paese vecchio e impolverato. Badi bene, lo stesso patriarcato delle “famiglie” criminali o border line.
Lei esiste solo per rimettere la palla in gioco sul servizio di Berlusconi. Ogni tanto si scoccia, e la manda fuori campo.
Così non va.
Prendiamo per esempio Alitalia.
Che ci voleva a mettere su una cordata seria, imprenditoriale, inter-nazionale, con un piano innovativo, ecologico e di lunga durata? Lei potrebbe dire che era proprio questo lo spirito della vendita ad AirFrance. E invece no, e lo dice la stessa frase, quella era “solo” la vendita ad AirFrance. E che ci voleva anche dopo a raggruppare un paio di banche e una decina di imprenditori per miseri 150 milioni di euro e fare una proposta alternativa? Niente. Una bazzecola. Eppure a lei non è venuto in mente, perchè lei è ancora convinto che l’opposizione si faccia “in Parlamento” o con i “sindacati”. E’ come dire che Obama non sarebbe dovuto andare all’incontro alla Casa Bianca per salvare il mondo dalla crisi finanziaria. Se lei fosse stato al suo posto avrebbe sollecitato una riunione del Fmi o dell’Onu, in attesa che il crollo di wall street sbattesse MacCain fuori dalla competizione. Vecchi trucchi da politica vaticana medievale. Bazzecole. Non lo sa che i più eminenti sociologi mondiali dicono da almeno dieci anni che la globalizzazione ha delegittimato l’istituzione  “stato”, le cui prerogative sono oggi, di fatto, dimezzate? E che nessuno, proprio nessuno può farci niente?
Mi scusi ma devo dirglielo, lei sta sbagliando tutto.
Innanzitutto il comunismo, il socialismo e il cattocomunismo non esistono più. Pensare di rinnovarli, di ridarne un senso, di sollecitarne il calore  è come tentare di resuscitare una salma. Solo Gesù lo faceva, e non credo che lei possa pretendere tanto. I vecchi comunisti sono morti, oppure sono vecchi prostatici anche loro, la classe operaia non esiste più, i bisognosi sono altri. Il 1989 ha decretato la fine di una identità. Da un giorno all’altro. Oh, si, lei ha nostalgia, lo comprendo. Anch’io vorrei tornare ai miei vent’anni che andavo in barca ogni sabato e domenica e non avevo tasse da pagare.
Andata. Andiamo avanti.
Visto che quel mondo è morto, lei si sta chiedendo cos’è la “sinistra” oggi.
Anche la “sinistra” non c’è più.
Oggi, quel che rimane del senso di solidarietà umana nei confronti dei più deboli è a “sud”, e si chiama ecologia profonda, in cui le reti sono essenziali, un modo nuovo di fare politica guardando al lungo periodo, non alla votazione di oggi in parlamento.
Ma sull’ecologia profonda lei purtroppo si è avvelenato accettando di bere un intruglio fetido che si è già sviluppato in cancro: si chiama Bassolinopatia Iervosola.
Su questo è caduto Prodi, su questo lei ha perso le elezioni, su questo alle prossime sarà scavalcato da Di Pietro.
Lei ha lasciato la spazzatura a Berlusconi, quando la scopa toccava a lei. Lui ha fatto una tregua col cancro, e lei è rimasto alla finestra con la metastasi.
Caro Walter, non si fanno patti col cancro.
Ogni volta che lei parla di Resistenza e Fascismo, la gente pensa ai casalesi e a Bassolino, a Napoli, alle scorie radioattive, ai veleni di tutt’europa. Gomorra vincerà l’oscar e il PD ha le pustole della Bassolinopatia!
E se non è stato in grado lei che si dice di “sinistra” a pensare a quelli del “sud”, come può pretendere che le si creda?
Se quindi il cavaliere è uno spot sul machismo riminiano, lei è solo lo sfigato della spiaggia. Se lui prende la chitarra e canta I Pooh, lei tenta di rimorchiare con le ballate di Bertoli. Purtroppo il femminismo ha aperto gli occhi alle donne che non la danno più “per solidarietà col popolo cileno”.
Caro Veltroni, il mondo è cambiato. Apra gli occhi. Nel mondo, fuori dall’Italia, ormai la gente che conta lo sa, e si attrezza. Nei convegni ci sono i Capra, i Castells, i Kempf. Li ascolti, legga i loro libri. Li faccia pubblicare in Italia. Scoprirà un mondo in cui la lotta esiste, ma non è più operaia. I morti di fame sono giovani e forti, sono dappertutto come sempre, anzi molto più di prima. Un mondo in cui la globalizzazione ha vinto, e nel momento in cui vince, la finanza crolla. In cui da un lato il mondo si unisce nell’informazione e dall’altro si divide localmente.
Lei deve scegliere. O fa il capo di un partito politico d’indentità innovativa in una grande nazione occidentale, cosa che ha i suoi obblighi verso il mondo, o resta per sempre il sindaco di roma. (Mi scusi,  ma non ho sbagliato a scrivere roma; roma è roma e basta).
Il cavaliere l’ha capito e si fa gli affari suoi: si ricorda la prima immagine del dopo elezioni? C’erano quattro uomini: fini (roma), bossi (milano), lombardo (catania), e il cavaliere (affari, finanza, media). La localizzazione è un megatrend mondiale. Metta in soffitta la giovine italia e sia moderno. In ogni megaregione italiana c’è una enormità di gente che è vittima del mercato e del potere affaristico, un sacco di voti. La rete informativa c’è, il parlamento è fuori gioco. Inutile recriminare, la storia o la si fa o la si subisce.
Rifondazione si è già suicidata.
Il suo partito ha cambiato nome ma aveva già bevuto il veleno della Bassolinopatia. Ha già le bolle verdi, orribili pustole da inquinamento fraudolento. Fra poco il coma. La cura esiste: drastica, chirurgica. A lei la scelta: sala operatoria e successivo periodo di riabilitazione culturale a base di ecologia profonda o metastasi.

Con i miei migliori auguri di aprire gli occhi su un mondo diverso e meraviglioso, la saluto molto cordialmente.

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