quando avrà 60 anni

Dai giornali sappiamo che l’Italia è uno dei paesi europei dove più alta è la percentuale di anziani, e che in futuro questo fenomeno sarà sempre più presente. Ci dicono anche che invece paesi come la Cina e l’India hanno una crescita demografica tale da far paventare nel futuro una sorta di conquista dolce del nostro bel paese. Le nascite diminuiscono e nel frattempo si alza la vita media. Il responsabile di un istituto di ricerca italiano dichiara che l’italiano più ricco gli ha chiesto di campare (ha detto così, “campare”, non vivere) fino a 150 anni.
Perchè interessarsi di questi argomenti quando si hanno cinquant’anni e si vive in un paese dove, a detta di alcuni, il 50% della popolazione ruba all’altro 50%?
Il motivo è semplice: siccome vivo con due figli adolescenti, vorrei aiutarli a capire come sviluppare le proprie inclinazioni in modo che se, a differenza dei loro genitori, decideranno per l’indole rapace, abbiano un’idea di quale sia il 50% da rapinare, e se invece accetteranno il ruolo di rapinati, almeno si mettano in condizione di poter sopravvivere insieme ad un gruppo di persone adeguato.
Inoltre ho la piena coscienza che tutti i problemi e le disillusioni patite in prima persona negli ultimi trent’anni sono state causate proprio dall’assoluta incoscienza della variabile demografica. Se mi avessero aiutato a riflettere sulle sue conseguenze, molte delle catastrofi subite non avrebbero causato alcun problema serio.
“Il pianeta del futuro” di Fred Pearce è un ottimo e facile libro che ci racconta, senza inutili castastrofismi, ciò che succede già, e ciò che molto probabilmente accadrà nel numero e nella composizione dell’umanità.

Intanto ci conduce per mano fino alla considerazione che tutte le catastrofi annunciate, i cataclismi predetti, le moltiplicazioni da conigliera che erano state previste da illustri scienziati, sociologi e politici negli anni scorsi, non si sono verificate. E che anzi, quasi per un miracolo, sembrano esserci meccanismi sotterranei di regolazione a medio termine di questo o quello squilibrio.
Ci allarma invece sulla possibilità di limitati genocidi non attribuibili a cause naturali ma piuttosto alla stupidità di coloro che ci governano (o rapinano, a seconda dei casi), come è già accaduto diverse volte nel secolo scorso, per fortuna in regioni limitate, ma con centinaia di migliaia di morti, guerre e olocausto esclusi. Insomma sembra che l’accelerazione negativa della popolazione in un breve lasso di tempo possa essere fatta solo da pochi pazzi assassini, e che invece la natura si muova con tempi e modalità di grande dolcezza.
In terzo luogo, secondo gli andamenti attuali, a livello planetario la popolazione aumenterà ancora fino a 8 forse 9 miliardi di persone entro il 2020 ma poi la diminuzione sarà consistente e ciò a  causa di due megatrends: la diffusione della contraccezione (soprattutto femminile) e della decadenza della cultura paternalista. E’ ovvio che i due fenomeni si alimentano a vicenda, con gli inevitabili conflitti regionali, tutti molto interessanti.
Per quanto attiene all’Italia, e all’Europa, la situazione è assai divertente: con le attuali tendenze, la popolazione italiana si ridurrà dell’86% entro la fine del secolo. Cioè dell’immenso patrimonio genetico e culturale di una nazione di cinquanta e passa milioni di abitanti ne resterà solo un 14%. Forse meno di un milione di persone.
E siccome i miei figli sono nati negli ultimi anni del secolo scorso, è assai probabile che arriveranno a vedere in pieno il fenomeno, lo vivranno.
Quando mio figlio avrà ottant’anni, e probabilmente starà bene e sarà in forma quanto me a cinquanta, tra tutte le persone che prendono il caffè al bar solo una su dieci sarà in grado di parlare con lui in un italiano come si impara a scuola oggi, solo una su dieci ricorderà qualcosa di Dante e Petrarca, e solo una su cinquanta potrà recitare “rosa, rosae rosae …” tra gli sguardi sbigottiti ed allarmati degli altri avventori, con in mano un cornetto alla soia. Quando avrà quarant’anni vivrà in una società fatta di vecchi decrepiti, la maggior parte dei quali vorrà ancora vivere a lungo, soprattutto a sue spese.
Se sarà così, anche in misura minore di quel che dice Pearce, mio filgio vive e vivrà in una società, in un’economia, in cui la parola crescita non avrà alcun senso, non per cause legate alla crisi, ma per il venir meno di milioni di consumatori ogni anno. Non sarà una crisi, sarà una cosa normale.
Certo molti spazi saranno prima o poi occupati dagli immigrati, africani, cinesi e indiani. Ma  è immaginabile che ad un certo punto anche questo flusso s’interromperà, quando il numero degli anziani comincerà a crollare, con la diminuzione della domanda di badanti e assistenza. Cominceranno a votare, ed è probabile che il successore di Berlusconi nel 2060 sarà un immigrato clandestino del 2016, comprensibilmente un pò arrabbiato con coloro che sono nati e cresciuti nel Bel Paese.
Una catastrofe? Sono convinto che sarà una benedizione, semprecchè i miei figli crescano sapendo che i cambiamenti che ho dovuto vedere negli ultimi vent’anni proseguiranno, in modo abbastanza imprevedibile, per tutta la sua vita. Ci saranno occasioni favolose e minacce mortali, e occorrerà tutta la loro capacità di adattamento nello svicolare tra Scilla e Cariddi.
Ho deciso quindi che innanzitutto imparino a non dare nulla per scontato (reddito, lavoro, futuro, istruzione etc etc) e a non pensare mai, neanche per un istante, che il domani sarà come l’oggi. Che è già finito ancor prima di cominciare.
Ma sarà bello cominciare ad immaginare già oggi, come possa cambiare la cultura e la politica nei prossimi anni. Ed è quello che mi riprometto di fare.

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