W la movida!

La movida è la protagonista dell’estate. Si può far tardi la sera, quando fa più fresco ed è più facile non pensare al domani, quando il sole illuminerà di nuovo il deserto.
Dopo una gironata passata a caccia di clienti e di lavoro, di un’occupazione più o meno intermittente, a combattere con familiari più o meno incazzati, finalmente la luce del giorno passa e spunta la notte.  Arriva il momento della giornata tanto atteso da milioni di persone nella nostra civiltà occidentale, le lunghe ore nella quali ognuno pensa di poter divertirsi, distrarsi.
D’altra parte si sa che il mondo animale si divide tra esseri diurni e notturni. Nessun’ape si sognerebbe di andare in giro di notte, mentre i pipistrelli approfittano della brezza di terra per pascersi di insetti intrappolati nelle correnti d’aria ascendenti.
Animali specializzati, indubbiamente.
L’Homo sapiens sapiens, questa distruttiva scimmia nuda, ha un prodigioso adattamento.
E la tecnologia lo supporta: notte?, macchè, basta accendere la luce, e si vive due volte.
Col progresso tecnologico e la crescita economica gli uomini della civiltà occidentale possono permettersi di sconfiggere milioni di anni di evoluzione e decidere di vivere due volte, o scegliere di vivere di notte, in permanenza e senza motivi professionali.
Vivere di notte è molto più romantico.
Si ha maggiore privacy, come si dice, e molte delle attività sono chiuse: uffici governativi, uffici commerciali, negozi, servizi. Per chi è disoccupato è un sollievo, diminuisce il senso di colpa, non possono tornare alla mente le parole dolorose di chi ci invita a darci da fare, a girare e girare senza scopo alla ricerca di un’occupazione, qualsiasi, che non c’è, perchè nessuno ci vuole davvero.
Quelli che ancora vivono con i genitori, e sono disoccupati, se escono di sera non possono sentirsi dire di “darsi da fare”, perchè di notte non si può FARE nulla, se non divertirsi, distrarsi, godere del romanticismo di una strada illuminata o di una spiaggia deserta illuminata dalla luna.
Purtroppo però le spiagge vicine alle città di notte si trasformano in illuminatissimi parchi divertimento, e sembra quasi che quelli che vanno a divertirsi e a distrarsi siano lì per divertire e distrarre. Chissà, forse lavorano e non lo sanno, almeno nessuno li paga.
Divertono e si divertono, distraggono e si distraggono, su un palcoscenico che vorrebbe essere naturale, ma è diventato artificiale, in una perenne rappresentazione in cui attori e spettatori si confondono e si sostituiscono, aumentando a dismisura il piacere democratico della rappresentazione notturna.
La Francia è la nazione dove da più di duecento anni nascono le idee culturali più ricche socialmente. Ed è qui che nasce “l’aperò geant”: metti su facebook una pagina invitando tutti a bersi una cosa in un posto determinato. Aderisci, vai, e incontri qualche migliaio di persone. I sindaci di molti paesini intorno a Parigi ogni mattina chiedono al segretario di verificare su facebook se qualcuno parla della loro cittadina, perchè se si scatena l’aperò geant dovranno fare gli straordinari.
Si va all’aperò geant per divertirsi, distrarsi e conoscere gente. Per parlare e parlarsi.

Per la verità qualcuno ha  già cominciato a fare aperò a tema, o pubblicitari, ma a quanto pare la cosa non regge, la gente si vuole divertire e basta. E con ragione.
L’industria del divertimento è colossale in occidente.
Se includiamo anche l’economia fuorilegge della droga si parla di fantastiliardi di dollari.
Il precedente storico che mi viene in mente è quello dell’antica Roma, dove la politica globale dell’impero era fondata su “panem et circenses”. La sovranità alimentare dei disoccupati romani, che erano milioni, era limitata al pane, e si è quasi certi che il grano gratuito era distribuito dalla “tabernae”, veri centri commerciali che stavano al pianterreno delle “insulae”, i palazzetti di fango e paglia alti tre piani che ospitavano decine di famiglie in stanze senza bagni e senza cucine.
Allora non c’era la televisione e quindi l’imperatore organizzava grandi giochi al circo che duravano giorni e giorni, persino settimane. Come i nostri reality in televisione. Uguali uguali. D’accordo, lì c’erano i leoni che si mangiavano i cristiani, oggi si massacra mediaticamente e non c’è sangue vero, ma l’effetto (mediatico) è lo stesso. E poi c’era sempre una squadra di gladiatori che vinceva tutto, ed erano famosi come oggi le selezioni di calcio.
E’ noto che un imperatore durava finchè la plebe era sazia di pane e di giochi. Altrimenti c’era sempre qualche famiglia potente (e ricca) che cominciava a distribuire pane e a fare proseliti.
Anche nell’antica Roma c’era la movida. C’era anche una polizia notturna che controllava che non si facesse troppo casino.
La movida romana si svolgeva nelle tabernae, che non chiudevano mai. Le migliori avevano molti clienti e ci furono diversi casi di Tabernari che divennero senatori. Le migliaia di disoccupati o sottoccupati romani andava alle terme, poi andava ai giochi, poi tornava a casa, e al pianterreno trovava la taberna che distribuiva pane gratis, riempiva la pancia e poi cominciava la movida. Si parlava di questo o quel gladiatore, del vestito e della bellezza di questa o quella matrona, dei propri amici e clientes, e dei giochi del giorno dopo. Si faceva qualche affaruccio e si trovava qualche cliente. E si bevevano ettolitri di vinum annacquato e di quello al miele. La movida durava fino a tardi, bisognava essere stanchissimi per poter decidere di ritirarsi a casa, nei piani superiori, a dormire in sei o sette in una stanza.
Vista così la cosa si dovrebbe dire che gl’imperatori erano al sicuro finchè duravano panem, circenses e movidam.
Le tabernae erano essenziali ieri come lo sono oggi. E anche oggi molte offrono spuntini gratuiti, aperitivi low cost ed happy hour, tanto per cominciare la serata. E poi si va avanti.
Il sistema economico si regge sui consumatori, e se sono distratti e divertiti, spendono di più senza curarsi del valore di ciò che acquistano. Un cliente distratto e divertito fa il commerciante grasso e rubicondo.
Oltre a rendere arrogante il governo.
Perchè è chiaro che l’indomani mattina, quando il sole impone il tempo del fare, si avranno milioni di persone col cervello stanco, una volontà priva di vigore, una personalità svanita. Ed è facile influenzare, indirizzare e infine ordinare. Ordini semplici e secchi, sostenuti dall’applauso della maggioranza, qualunque opposizione impossibile per eccessiva fatica.
I nottambuli sperano di sottrarsi di notte alla depressione di una vita priva di senso, per finire nelle bettole che il regime ha predisposto per anestetizzare ogni ribellione, per cancellare ogni progetto, per distrarre ogni volontà e carattere. L’ago dei decibel della musica house deve crescere ogni notte che passa per superare il livello di intorpidimento dei timpani, perchè l’obiettivo è il blocco dei neuroni e delle sinapsi. La musica, qualunque musica, deve invadere ogni singola cellula cerebrale per occuparla, soggiogarla nel ritmo e trasformare ogni desiderio, ogni volontà in un canto apparentemente libero, quello degli schiavi lungo i binari del deserto.
In effetti credo che se sono ancora capace di scrivere parole, anche prive di senso, è perchè trent’anni fa il Walkman della Sony scaricava le batterie stilo in molto meno di un pomeriggio, e non sempre avevo i soldi per ricomprarle. Oggi purtroppo la tecnologia ci fornisce batterie praticamente infinite.
So perfettamente che questo è un discorso rivoluzionario, oppure demente. E per qualche tempo ho riflettuto se parlare di questo argomento oppure no.
Poi mi è capitato di leggere un’intervista che un professore di economia ha fatto ad un membro della Junta Zapatista, in Messico.
Forse qualcuno di voi ricorda di aver sentito parlare, tra un Martini, un Mojito e una pizza di uno dei movimenti rivoluzionari più odiati e combattuti nella nostra storia, gli Zapatisti del Chiapas e del suo incappucciato Subcomandante Marcos.
Questi hanno fondato una democrazia all’interno dello stato del Messico, retta da una Junta cui prendono parte tutti, a turno.
Vi quoto il testo:
“”
I vincoli ambientali e le crescenti aggressioni da parte dell’esercito messicano rendono la vita difficile. “La situazione economica non è affatto buona e, si, molti giovani se ne vanno. Quando tornano, sono cambiati; non rispettano più i genitori o i fratelli,” ha affermato un membro di una Junta. “il Governo del Messico sa che, se siamo ben organizzati, siamo un pericolo per loro, per questo preferiscono tenere i giovani confusi e disorientati.” La Junta suggerisce che l’arma migliore contro tale disorientamento è che la gente si faccia governo, anzicchè opporsi e lasciare che a governare siano altri. Per far questo occorre sia il controllo fisico delle risorse sia un dialogo costante sul modo in cui la comunità deve gestirle.
Anche gli zapatisti sanno che la parte più pericolosa del nostro corpo è la bocca.
“”
Ho avuto la conferma che questi argomenti non sono demenziali o frutto di una precoce senescenza. La struttura del potere  si fonda su pane, televisione e movida. Il pane (e solo quello) è per tutti, per i pensionati e i poveri in spirito c’è la televisione, per i giovani e i pericolosi c’è la movida.
Volete davvero una vita piena, ricca di senso, utile e di valore?
Spegnete l’iPod, andate a dormire, svegliatevi alle 7 del mattino e COMINCIATE A PARLARE (E A PENSARE).

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2 Responses to W la movida!

  1. marcoambrosi says:

    ciao Antonio,

    sono d’accordo con te. La libertà si deve meritare.

  2. Marzia says:

    Ciao, ti ho beccato per caso in rete.
    E’ molto interessante quello che hai scritto. E anche un po’ preoccupante.
    Pensieri simili mi hanno attraversato la mente molto spesso. Pensieri di come tutto intorno a noi sembra mirare ad un unico obiettivo: anestetizzare il cervello. E il cuore. Spegnere la rabbia. La consapevolezza della nostra capacità di autodeterminazione e di scelta.
    Su un’unica cosa non sono tanto d’accordo: la musica.
    In certi casi può essere rivoluzionaria e aiutare a liberare le proprie energie.
    E poi credo che, per essere liberi davvero, non sempre è necessario essere tristi: anche la distrazione, se non è sballo, può aiutare a ritrovarsi.
    Su una cosa però hai perfettamente ragione: andare a letto presto. Dormire tanto per ricaricare le batterie.
    Cosa che adesso farò di corsa anch’io che altrimenti domani sarò una zombie.
    Ciao e scusa l’invasione.

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