Il biglietto da visita

pantamoon

Le più grandi scoperte della mia vita avvengono per caso. Il web è una delle più grandi macchine di produzione di casualità. Anzi, si può dire che lo scopo vero del web sia proprio far capitare il caso nella vita dei navigatori. Da due giorni ho scoperto che esiste un pazzo, che si chiama Jodorowsky. Leggo tre sue pagine mal tradotte, guardo il Trailer de “The Holy Mountain”, m’innamoro del pazzo e scappo in libreria a cercare tutta la sua produzione. Trovo tutto, il che mi dice che non sono il solo pazzo ad amare i pazzi (una volta tanto!). Apro il primo libro, a caso, e leggo un racconto. No, è una parabola. Anzi, mi correggo: è la perfetta raffigurazione di alcune persone che conosco. Sono persone molto particolari, hanno molti soldi, pensano che ciò possa fare la differenza, ma non contenti mirano a una dimensione di perfezione, ed in questo si estrinseca tutta la loro superbia.

Jodorowsky scrive:

“Pratica Intima.

Un signore vuole pulire con un biglietto da visita il sedere di un elefante. Appena comincia la pratica intima, si rende conto che il suo rettangolino di carta è troppo piccolo, perchè il grinzoso orifizio richiede almeno una doppia pagina di giornale. Mancandogli tanta carta o non avendo intenzione di cercarla (qui è introdotto il beneficio caritatevole del dubbio. NdR), il signore decide di cucire l’apertura fino a lasciarla delle dimensioni di una monetina da cinque centesimi. Allora pulirla diventa un gioco da ragazzi … L’intestino del pachiderma, privato del foro adatto, accumula materie pestilenziali che, fermentando, fanno scoppiare l’animale intero. Uno dei pezzi schiaccia il signore, mentre altri sporcano e infettano la sua nobile casa”

Ovvero: se vuoi ridurre il mondo all’interno della tua meschina visione, sempre e comunque, stai attento che finisci nella merda.