Tra noi, le idee.

Sempre a proposito del “Il pianeta del Futuro” di Pearce, e come accennavo in precedente articolo, il germe del cambiamento nell’evoluzione attuale della spinta demografica è contenuto nella novella decisione delle donne di prendere a proprio carico, e sempre più autonomamente, la decisione sulla procreazione. Questo nuovo atteggiamento culturale sembra estendersi molto al di là del decadente impero occidentale, ed esplodere in asia e in africa. L’effetto demografico nei prossimi anni può essere notevole. Pearce cita Caldwell dicendo che il “modello patriarcale dell’area mediterranea è di gran lunga il più comune sulla terra”, ma è chiaro che una tale rivoluzione impatta sull’identità culturale basica della famiglia, che Morin considera un frattale del leviatano sociale. Che modello culturale di riferimento sceglieranno i nostri figli? Se Pearce desidera che così come le donne sono diventate più uomini, così gli uomini dovranno diventare più donne (ma ai meri fini di un equilibrio demografico), per Morin questa semplice frase nasconde un terremoto identitario il cui esito è misterioso, potendo condurre molto lontano, in senso negativo o positivo. Leggi il resto dell’articolo

quando avrà 60 anni

Dai giornali sappiamo che l’Italia è uno dei paesi europei dove più alta è la percentuale di anziani, e che in futuro questo fenomeno sarà sempre più presente. Ci dicono anche che invece paesi come la Cina e l’India hanno una crescita demografica tale da far paventare nel futuro una sorta di conquista dolce del nostro bel paese. Le nascite diminuiscono e nel frattempo si alza la vita media. Il responsabile di un istituto di ricerca italiano dichiara che l’italiano più ricco gli ha chiesto di campare (ha detto così, “campare”, non vivere) fino a 150 anni.
Perchè interessarsi di questi argomenti quando si hanno cinquant’anni e si vive in un paese dove, a detta di alcuni, il 50% della popolazione ruba all’altro 50%?
Il motivo è semplice: siccome vivo con due figli adolescenti, vorrei aiutarli a capire come sviluppare le proprie inclinazioni in modo che se, a differenza dei loro genitori, decideranno per l’indole rapace, abbiano un’idea di quale sia il 50% da rapinare, e se invece accetteranno il ruolo di rapinati, almeno si mettano in condizione di poter sopravvivere insieme ad un gruppo di persone adeguato.
Inoltre ho la piena coscienza che tutti i problemi e le disillusioni patite in prima persona negli ultimi trent’anni sono state causate proprio dall’assoluta incoscienza della variabile demografica. Se mi avessero aiutato a riflettere sulle sue conseguenze, molte delle catastrofi subite non avrebbero causato alcun problema serio.
“Il pianeta del futuro” di Fred Pearce è un ottimo e facile libro che ci racconta, senza inutili castastrofismi, ciò che succede già, e ciò che molto probabilmente accadrà nel numero e nella composizione dell’umanità.

Intanto ci conduce per mano fino alla considerazione che tutte le catastrofi annunciate, i cataclismi predetti, le moltiplicazioni da conigliera che erano state previste da illustri scienziati, sociologi e politici negli anni scorsi, non si sono verificate. E che anzi, quasi per un miracolo, sembrano esserci meccanismi sotterranei di regolazione a medio termine di questo o quello squilibrio.
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