Alejandro Jodorowsky, il sogno di una vita viva.

sassi

Innanzitutto ringrazio il caso (ma lui la chiamerebbe la Danza) che me lo ha fatto scoprire, e ringrazio tutti quelli che lo pubblicano. Mi rendo conto che oggi pubblicare Jodorowsky dev’essere un bell’atto di coraggio.
Perchè lui è la personificazione dell’elogio della follia. Uno che è genio, è folle, è santo e, pur essendo a volte travolto dalla propria grandezza (è umano), con distacco s’immerge nell’umiltà della propria (e generale) miseria.
E’ possibile?
Sembra di si.
I milioni d’impressioni, mondi e informazioni che ho trovato in quattro dei suoi libri sono davvero troppi per poterne parlare qui. Posso tentare di dare uno chiave personale alla cosa.
Prima di tutto Alejandro è vita pura.
Da ragazzo ho cominciato a leggere romanzi per bere vita. Lui ha visto e sognato molta vita, e ce ne fa omaggio. Un omaggio non solo creativo, ma addirittura terapeutico con la psicomagia. E il messaggio finale è quello delle parole di Gesù, Buddha, e migliaia di altri grandissimi maestri: “non abbiate paura”.
In secondo luogo Alejandro ci prende a sberle, intellettuali ovviamente, ma veri e propri schiaffi. Il genere di schiaffi che si danno a quelli svenuti, a quelli che vegetano tra casa-ufficio-chiesa. Darei non so cosa per far incontrare tre persone con Alejandro: Voltaire, Einstein e l’accoppiata Freund-Jung. Li chiuderei in una stanza e butterei la chiave per tre mesi. Un bel T Group. E poi andrei a vedere che succede. Forse sarebbero capaci di dire soltanto: “non abbiate paura di vivere”.
In terzo luogo c’è un messaggio sottostante, ma forse m’illudo: la teatralità eccessiva di alcune dottrine religiose sta marcando il suo tempo. Sogni lucidi come quelli di Alejandro, alla lunga, fanno cadere le chiese (ma non le religioni).
Per finire non so se consigliare la lettura. La voglia di cambiare il mondo mi farebbe dire di si, la coscienza dell’ottundimento generale delle anime mi fa propendere per il no.
Ma se tu vuoi davvero aprire un’altra porta di questa realtà, bè allora non ne puoi fare a meno. In bocca al lupo, e abbandonati ad esso.

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