Frank Tipler, “La Fisica della Resurrezione”

Un paio d’anni fa, mentre stavo facendo ricerche per il mio romanzo “Nato tre volte”, scovai in libreria il volume di Horgan “La fine della scienza”, edito da Adelphi. Lo lessi d’un fiato.
Horgan è un giornalista specializzato in temi scientifici. Il suo libro fa un giro d’orizzonte su tutti I campi delle scienze (tradizionali e non) per dimostrare che siamo alla fine di questa attività umana, per diversi motivi: la scienza si avvita su sè stessa interrogandosi, oppure confessa di essere arrivata ad un punto in cui nulla può essere detto senza sconfessarsi, oppure ancora si è degradata a mero lavoro di recupero di denaro, oppure, infine, è diventata filosofia-teologia.
Lo stesso Horgan ammette che di fine della scienza si parla inviariabilmente da qualche secolo, previsioni rese sempre ridicole dalla successiva realtà dei fatti.
Di recente mi è capitato di voler rileggerne alcune pagine, scovandovi un riferimento a due autori, un fisico e un paleontologo sacerdote. Del primo, Frank Tipler, Horgan parla diffusamente a proposito del suo “la fisica dell’immortalità”.
Forse per me era giunto il momento di qualche lettura “fou”, oppure il caso mi fece, chissà perchè, sottovalutare le ironie di cui era condita la prosa di Horgan, fatto sta che mi misi a caccia del libro.
Tipler è un professore universitario di Fisica che cominciò ad essere ossessionato da un’idea brillante: se la fisica ha compiuto passi così enormi da poter serenamente dissertare sui primi istanti della creazione dell’universo (Big Bang), perchè non usare la stessa matematica e la stessa fisica per dire qualcosa del suo futuro?
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