visioni di Stato

Ieri pomeriggio ero sull’autostrada Palermo Trapani diretto ad alcamo, verso le 16, mentre il termometro segnava 40 gradi sul muso della macchina.

Girando con le frequenze della radio, resto bloccato dalla voce indimenticabile del nostro Ministro Tremonti. Dopo poche parole capisco che sta parlando con la mente, se non proprio dal cuore, che vola alto ma non troppo, che insomma si è messo in testa di far capir qualcosa.

L’ho ascoltato per dieci, dodici minuti, troppo pochi, ma bastanti per restare davvero colpito.

Il suo intervento non è riportato dai grandi giornali, e sul web ho trovato solo questo di un foglio di notizie. Ciò secondo me dimostra che quel discorso (condito dal fatto, scoperto oggi, che era pronunciato in un convegno del Pdl ad Orvieto patrocinato da Alemanno,  indicato da Tremonti come un uomo politico di prima grandezza, un vero statista) è importante.

Non voglio riportare quel che ha detto, ma le mie impressioni sulla costruzione culturale (economica, sociale, politica e più ampiamente filosofica) da cui derivano logicamente gli argomenti esposti. Leggi il resto dell’articolo

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Come e perchè i ricchi distruggono il pianeta. Hervé Kempf.

Il Fatto: trovo in libreria, seminascosto, un libro finito di stampare nel mese di aprile da Garzanti.
Hervé Kempf, Perchè i ricchi distruggono il pianeta. Garzanti 2008.
Compratelo o fatevelo prestare. Leggetelo. Avrete uno choc. Rileggetelo e poi prestatelo, fatelo girare, scrivetene, moltiplicatelo.
L’autore è un giornalista francese di Le Monde da anni dedito alla causa ecologista.
Ma adesso non più. Adesso parla di politica, anzi parla di politica come un grande statista. Ancor di più, descrive il come e il perchè la classe oligarchica mondiale sta distruggendo il pianeta, o meglio l’umanità, ovvero stia causando (aggiungo io “volutamente!”) l’eliminazione di più dei cinque sesti dell’attuale numero di uomini sul pianeta.
E’ un pazzo?
Certamente lo faranno passare per tale, come tutti i saggi del nostro tempo. Per sua fortuna è francese. Se fosse italiano sarebbe già disoccupato da molti anni, schiavo dell’umana pietà davanti le chiese.
Invece è uno che, compreso come altri cosa sta succedendo, ha avuto il coraggio di scriverlo, pane al pane e vino al vino, senza tanti forse e ma, senza tanti distinguo. A quanto pare solo un francese, da tre secoli a questa parte, è capace di guardare in faccia la realtà socio-economico-politica e sbatterla in faccia alla gente. Comincio a credere che sia una cosa resa possibile dalla lingua.
Che dice il Sig. Kempf?
“Ma non si può comprendere la concomitanza delle emergenze economica e sociale se non le si analizza come due facce del medesimo disastro. Prodotto da un sistema pilotato da una casta dominante che oggi come oggi non ha altro movente che l’avidità, altro ideale che la conservazione, altro sogno che la tecnologia.
Questa oligarchia predatrice è l’artefice principale della crisi globale.

Posta di fronte alla contestazione dei suoi privilegi, alle inquietudini degli ecologisti, alla critica del liberalismo economico, l’oligarchia riduce i diritti civili e lo spirito della democrazia”

(Introduzione, pag. 15)”
e poi
dappertutto il potere d’acquisto si è staccato dai profitti della produttività, a differenza di quanto accadeva tra il 1945 ed il 1975. E le situazioni sociali si cristallizzano: … si guadagna molto meno di altri, cosa di per sè sopportabile, ma si è perduta la speranza di raggiungerli, il che lo è molto meno. La mobilità sociale è in panne. Ne risulta una nuova ineguaglianza tra generazioni: i membri delle classi medie e modeste scoprono che non possono più garantire ai loro figli un livello di vita migliore rispetto al loro. … l’economista Chauvel (sui poveri): Un tempo si trattava di vechi destinati ben presto a sparire. Oggi i poveri sono innanzitutto i giovani, CON UN LUNGO AVVENIRE DI POVERTA’ “ (pagina 57, maiuscolo mio).
Dopo una lunga dimostrazione di quanto sta accadendo in tutto il mondo, finalmente l’autore si lancia (pag. 100):
E’ così che succede che, più spesso di quanto non si pensi, certe notizie vere non raggiungono, se non con grande difficoltà, la coscienza collettiva. Che cosa potremmo stentare a credere, oggi come oggi? Questo: che l’oligarchia mondiale voglia sbarazzarsi della democrazia e delle libertà pubbliche che ne costituiscono la sostanza.
L’affermazione è brutale. Formuliamola altrimenti: di fronte alle turbolenze che nascono dalla crisi ecologica e dalla crisi sociale mondiale, e al fine di preservare i propri privilegi, l’oligarchia sceglie di indebolire lo spirito e le forme della democrazia, ovvero la libera discussione sulle scelte che riguardano la collettività, il rispetto della legge e dei suoi rappresentanti, la protezione delle libertà individuali di fronte alla ragion di stato o agli interessi di altri gruppi costituiti”.

Il fatto è che questo non è un romanzo di fantascienza, non è un film di James Bond, è la CERTEZZA DEL REALE.
Anzi, come dice l’autore, l’oligarchia usa la fine delle grandi dittature di destra e di sinistra come alibi per sventolare una democrazia che non c’è più, che è lo scheletro di quello che era. Utilizza la Paura del terrorismo, della criminalità, dell’immigrazione e della povertà per stringere ancora di più il cappio intorno al collo della democrazia e della gente.
Insomma un grande libro, leggetelo e diffondetelo.
Ne vale proprio la pena.
Libertè, ecologie, fraternitè.