visioni di Stato

Ieri pomeriggio ero sull’autostrada Palermo Trapani diretto ad alcamo, verso le 16, mentre il termometro segnava 40 gradi sul muso della macchina.

Girando con le frequenze della radio, resto bloccato dalla voce indimenticabile del nostro Ministro Tremonti. Dopo poche parole capisco che sta parlando con la mente, se non proprio dal cuore, che vola alto ma non troppo, che insomma si è messo in testa di far capir qualcosa.

L’ho ascoltato per dieci, dodici minuti, troppo pochi, ma bastanti per restare davvero colpito.

Il suo intervento non è riportato dai grandi giornali, e sul web ho trovato solo questo di un foglio di notizie. Ciò secondo me dimostra che quel discorso (condito dal fatto, scoperto oggi, che era pronunciato in un convegno del Pdl ad Orvieto patrocinato da Alemanno,  indicato da Tremonti come un uomo politico di prima grandezza, un vero statista) è importante.

Non voglio riportare quel che ha detto, ma le mie impressioni sulla costruzione culturale (economica, sociale, politica e più ampiamente filosofica) da cui derivano logicamente gli argomenti esposti. Leggi il resto dell’articolo

Che ci fanno i carabinieri al TG1?

Due giorni fa mi sono accorto che, a margine del video durante la nota politica del Tg1 delle 13,30, c’erano due carabinieri. Nell’edizione delle 20,00  ce n’era uno solo.
Mi sono detto, ecco, lo fanno per proteggere il giornalista dal matto con gli occhiali. Però ammesso che ci sia ancora il matto in giro, bastava non inquadrare il carabiniere, che invece è chiaramente messo lì, sull’attenti, immobile, il cappello con la fiamma bene in vista.
Il carabiniere dell’Arma, l’unica istituzione in italia di cui gl’italiani si fidino ciecamente.
Perchè?
Oggi i carabinieri sono un simbolo ancora intatto dello Stato. Un simbolo operativo, di difesa dal crimine e di certificazione della verità.
L’uso del simbolo, quando parlano i politici (ovvero lo Stato) per bocca del giornalista, invita a pensare che, in quel momento,  il carabiniere DIFENDE oppure CERTIFICA lo Stato.
Se difende vuol dire che  lo Stato è minacciato o si sente tale. Da chi? Non ci sono nemici alla frontiera, non ci sono guerre in vista, non ci sono attentati o attacchi al parlamento.
Chi quindi minaccia lo Stato? O meglio, da chi si sente minacciato lo Stato?
Se un potere democratico ha bisogno di una Guardia Reale (nel senso del Re, o della Realtà della minaccia, a vostro piacimento), allora vuol dire che la minaccia proviene dal popolo bruto, quello affamato e disperato. E se questo è vero, allora il Potere non è più democratico. Esso è monarchico. Oppure oligarchico. Scegliete voi.
Se invece certifica, allora vuol dire che lo Stato tenta di far passare per vere parole che sono menzogne, facendosele certificare dall’unico simbolo di verità ancora intatto.
In tutti e due casi, com’è evidente, siamo nei guai fino al collo.