Nuovo blog

Dal 1 luglio 2012 ho aperto un nuovo blog, ma ho lasciato tutti i vecchi contenuti qui perchè ancora seguiti e utili. Buona navigazione.

W la movida!

La movida è la protagonista dell’estate. Si può far tardi la sera, quando fa più fresco ed è più facile non pensare al domani, quando il sole illuminerà di nuovo il deserto.
Dopo una gironata passata a caccia di clienti e di lavoro, di un’occupazione più o meno intermittente, a combattere con familiari più o meno incazzati, finalmente la luce del giorno passa e spunta la notte.  Arriva il momento della giornata tanto atteso da milioni di persone nella nostra civiltà occidentale, le lunghe ore nella quali ognuno pensa di poter divertirsi, distrarsi.
D’altra parte si sa che il mondo animale si divide tra esseri diurni e notturni. Nessun’ape si sognerebbe di andare in giro di notte, mentre i pipistrelli approfittano della brezza di terra per pascersi di insetti intrappolati nelle correnti d’aria ascendenti.
Animali specializzati, indubbiamente.
L’Homo sapiens sapiens, questa distruttiva scimmia nuda, ha un prodigioso adattamento.
E la tecnologia lo supporta: notte?, macchè, basta accendere la luce, e si vive due volte.
Col progresso tecnologico e la crescita economica gli uomini della civiltà occidentale possono permettersi di sconfiggere milioni di anni di evoluzione e decidere di vivere due volte, o scegliere di vivere di notte, in permanenza e senza motivi professionali.
Vivere di notte è molto più romantico. Leggi il resto dell’articolo

visioni di Stato

Ieri pomeriggio ero sull’autostrada Palermo Trapani diretto ad alcamo, verso le 16, mentre il termometro segnava 40 gradi sul muso della macchina.

Girando con le frequenze della radio, resto bloccato dalla voce indimenticabile del nostro Ministro Tremonti. Dopo poche parole capisco che sta parlando con la mente, se non proprio dal cuore, che vola alto ma non troppo, che insomma si è messo in testa di far capir qualcosa.

L’ho ascoltato per dieci, dodici minuti, troppo pochi, ma bastanti per restare davvero colpito.

Il suo intervento non è riportato dai grandi giornali, e sul web ho trovato solo questo di un foglio di notizie. Ciò secondo me dimostra che quel discorso (condito dal fatto, scoperto oggi, che era pronunciato in un convegno del Pdl ad Orvieto patrocinato da Alemanno,  indicato da Tremonti come un uomo politico di prima grandezza, un vero statista) è importante.

Non voglio riportare quel che ha detto, ma le mie impressioni sulla costruzione culturale (economica, sociale, politica e più ampiamente filosofica) da cui derivano logicamente gli argomenti esposti. Leggi il resto dell’articolo

Tra noi, le idee.

Sempre a proposito del “Il pianeta del Futuro” di Pearce, e come accennavo in precedente articolo, il germe del cambiamento nell’evoluzione attuale della spinta demografica è contenuto nella novella decisione delle donne di prendere a proprio carico, e sempre più autonomamente, la decisione sulla procreazione. Questo nuovo atteggiamento culturale sembra estendersi molto al di là del decadente impero occidentale, ed esplodere in asia e in africa. L’effetto demografico nei prossimi anni può essere notevole. Pearce cita Caldwell dicendo che il “modello patriarcale dell’area mediterranea è di gran lunga il più comune sulla terra”, ma è chiaro che una tale rivoluzione impatta sull’identità culturale basica della famiglia, che Morin considera un frattale del leviatano sociale. Che modello culturale di riferimento sceglieranno i nostri figli? Se Pearce desidera che così come le donne sono diventate più uomini, così gli uomini dovranno diventare più donne (ma ai meri fini di un equilibrio demografico), per Morin questa semplice frase nasconde un terremoto identitario il cui esito è misterioso, potendo condurre molto lontano, in senso negativo o positivo. Leggi il resto dell’articolo

Se nessuno racconta

Cronachedigusto.it è un news blog di enogastronomia assai ben fatto e seguito, una delle mie fonti nel cosidetto mondo del vino che, da quasi vent’anni, fa parte del mio know how professionale.
Di recente, e con forte coraggio, i giornalisti di Cronachedigusto.it si sono imbattuti nel grande drago silente del vino siciliano, il conosciutissimo ma poco apprezzato e ancor meno consumato Marsala Doc.
In passato ho lavorato in una Cantina di Marsala, che però aveva puntato su vini diversi. Dopo qualche tempo studiammo un Grillo in purezza con l’intenzione di recuperare, in senso moderno, la tradizione di quello che fu.
In quell’occasione feci qualche ricerca storica, non proprio approfondita, e di valutare alcuni processi storico-economici interessanti nelle vicissitudini di questa Doc un tempo molto apprezzata.
Da queste ricerche e riflessioni è scaturita l’opinione che il Marsala soffre di molti mali, e ciò è affermato anche da tutti gli illustri personaggi che sono intervenuti nel dibattito delle colonne virtuali di Cronachedigusto.
La maggior parte degli intervistati, o intervenuti, partono dal prodotto, che deve cambiare in meglio, dicono. E come si fa a non essere d’accordo? Il prodotto è la prima P delle variabili di marketing come le insegnano a scuola. Se non c’è quello, in senso oggettivo, e anche allargato e metaforico, non c’è business, non c’è produzione, nè vendita. Anzi non c’è proprio niente.
Purtroppo però, come taluni affermano, credo che non basterebbe.
Dicono che ci vorrebbe una forte azione di marketing.
E qui sarei anche d’accordo, se non fosse che immagino benissimo che genere di azioni di marketing immaginano: pubblicità, ombrelloni, kermesse degustative, opinion leader, hostess, viaggi premio, fiere e manifestazioni, cocktail eccetera eccetera eccetera.
Ma sono convinto che neanche queste possano produrre l’effetto desiderato, perchè sono necessarie alcune precondizioni culturali.
Per capire cosa intendo basta guardarsi intorno. Leggi il resto dell’articolo

quando avrà 60 anni

Dai giornali sappiamo che l’Italia è uno dei paesi europei dove più alta è la percentuale di anziani, e che in futuro questo fenomeno sarà sempre più presente. Ci dicono anche che invece paesi come la Cina e l’India hanno una crescita demografica tale da far paventare nel futuro una sorta di conquista dolce del nostro bel paese. Le nascite diminuiscono e nel frattempo si alza la vita media. Il responsabile di un istituto di ricerca italiano dichiara che l’italiano più ricco gli ha chiesto di campare (ha detto così, “campare”, non vivere) fino a 150 anni.
Perchè interessarsi di questi argomenti quando si hanno cinquant’anni e si vive in un paese dove, a detta di alcuni, il 50% della popolazione ruba all’altro 50%?
Il motivo è semplice: siccome vivo con due figli adolescenti, vorrei aiutarli a capire come sviluppare le proprie inclinazioni in modo che se, a differenza dei loro genitori, decideranno per l’indole rapace, abbiano un’idea di quale sia il 50% da rapinare, e se invece accetteranno il ruolo di rapinati, almeno si mettano in condizione di poter sopravvivere insieme ad un gruppo di persone adeguato.
Inoltre ho la piena coscienza che tutti i problemi e le disillusioni patite in prima persona negli ultimi trent’anni sono state causate proprio dall’assoluta incoscienza della variabile demografica. Se mi avessero aiutato a riflettere sulle sue conseguenze, molte delle catastrofi subite non avrebbero causato alcun problema serio.
“Il pianeta del futuro” di Fred Pearce è un ottimo e facile libro che ci racconta, senza inutili castastrofismi, ciò che succede già, e ciò che molto probabilmente accadrà nel numero e nella composizione dell’umanità.

Intanto ci conduce per mano fino alla considerazione che tutte le catastrofi annunciate, i cataclismi predetti, le moltiplicazioni da conigliera che erano state previste da illustri scienziati, sociologi e politici negli anni scorsi, non si sono verificate. E che anzi, quasi per un miracolo, sembrano esserci meccanismi sotterranei di regolazione a medio termine di questo o quello squilibrio.
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ricominciare

Ho abbandonato questo blog dalla fine del 2008, per molti motivi. Ho esplorato altre cose, soprattutto ho scritto molto meno che negli anni precedenti. Molta dell’indignazione che aveva alimentato l’energia verbale è venuta meno, non perchè il mondo sia migliorato, al contrario, è il punto di vista che è cambiato, allontandandosi dall’impeto interventista.

Il blog però non è morto, contrariamente alle mie previsioni. Alcuni articoli, soprattutto quelli di argomento davvero strano, continuano ad avere 350-450 visite mensili. Una bazzecola, ma diversa da zero. Insomma se avessi chiesto in giro “se ci sei batti un colpo”, qui di colpi se ne sono sentiti 9600, e forse un terzo di questi ignoti visitatori hanno trovato ciò che cercavano.

Ricominciare quindi non può essere una minaccia per i navigatori, che non arriverebbero mai su questa spiaggia senza una precisa intenzione. Viceversa forse potrò dare una mano a chi vuole percorrere sentieri inusuali, e molto liberi. A tutti auguro buona caccia tra le mie parole, nella speranza di essere utile.